Aggressione fascista a 2 giornalisti de L'Espresso,Salvini: il posto giusto per chi mena è la galera

Il posto giusto per chi aggredisce e’ la galera. Chi mena le mani deve finire li’, a prescindere dal fatto che la persona aggredita sia un giornalista, un operaio,
un poliziotto, un muratore o un netturbino".
Con queste chiare e dirette parole, che non lasciano adito ad equivoci di sorta, il ministro dell'Interno Matteo Salvini ha commentato l'aggressione ai danni di un giornalista e di un fotografo avvenuta oggi pomeriggio a Roma, al cimitero del Verano alla commemorazione per le vittime di Acca Larentia.
Parlando a margine di una conferenza stampa sulla violenza fuori e dentro gli stadi, Salvini ha aggiunto: "Chiederemo  inoltre perché uno degli aggressori (Giuliano Castellino, sottoposto al regime di sorveglianza speciale, ) era in libertà.
Il ministro ha infine annunciato che "in questi giorni stiamo finalmente avendo a disposizione 1000 braccialetti elettronici che aspettavamo da tempo" per monitorare i soggetti che devono essere sorvegliati.

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