Alemanno l'aggressione a Magnitz è il risultato della demonizzazione del sovranismo


La brutale aggressione al parlamentare dell’AFD Frank Magnitz ci riporta indietro agli anni di piombo. Non è solo la spietata violenza del pestaggio ma la logica politica che c’è dietro. Dopo mesi di demonizzazione del Sovranismo in tutta Europa, dichiara Gianni Alemanno, leader del Movimento nazionale per la sovranità, è ovvio che ci sia qualcuno che si fa carico di passare dalla parole ai fatti. Come negli anni ‘70 da slogan come “uccidere un fasciata non è reato” si passò alla strage dei militanti di destra, così oggi i sovranisti divengono bersagli da abbattere quando vengo strumentalmente accusati di essere portatori di razzismo e xenofobia.
I grandi giornali, gli intellettuali radical-chic e la cultura dominate, ricorda l'ex sindaco di Roma, spingono all’odio contro chi si fa portatore di idee sovraniste. Anche in Italia ci sono tutti i segnali - a cominciare dalle minacce di morte contro Salvini per passare alle mobilitazioni dei centri sociali - del rischio di una deriva violenta, così come è successo in Germania. Per questo la solidarietà a Frank Magnitz non è solo un dovere umano ma un monito contro chi con le sue predicazioni paludi-umanitarie prepara il terreno della violenza.”

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