Per i fondi della Lega condannato solo l'ex tesoriere Belsito. Salvini salva Umberto Bossi ed il figlio


Dal processo sui fondi della Lega spesi per fini personali e non di partito escono Umberto Bossi ed il figlio Renzo. Lo ha deciso la Corte d'Appello di Milano che ha pronunciato, nei loro confronti, una sentenza di "non doversi procedere".
Il tutto è dovuto a Matteo Salvini, che in qualità di segretario della Lega aveva deciso di querelare solo l'ex tesoriere Francesco Belsito, ma non Bossi padre e figlio.
Renzo Bossi, in una breve dichiarazione, ha ringraziato Salvini e la Lega che hanno valutato i documenti delle indagini ed hanno visto che le spese a me imputate non sono state pagate dal partito.
Era di diverso avviso l'accusa rappresentata dal sostituto procuratore generale Maria Pia Gualtiere la quale sosteneva: "Va estesa anche a Umberto Bossi e suo figlio Renzo" in quanto c'è "un unico disegno criminale" e "si estende a tutti gli imputati al di là delle intenzioni del querelante", ovvero Salvini. Per tutti e tre, dunque, il sostituto procuratore generale chiedeva la conferma delle condanne inflitte in primo grado. La condanna, dunque, è stata decisa per il solo Belsito: la Corte ha rideterminato la pena a 1 anno e 8 mesi . In primo grado, invece, era stata di 2 anni e mezzo.

Amaro il suo commento: "Sono rimasto con il cerino in mano. Pago lo scotto di essere stato il tesoriere che ha eseguito determinati ordini. In questo caso paga l'esecutore ma non il mandante. Speriamo che la Cassazione faccia chiarezza".

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