La lezione del ministro Bongiorno a Davigo: la legittima difesa non è licenza di uccidere

"Sono estremamente soddisfatta": il ministro della Pubblica Amministrazione Giulia Bongiorno valuta cosi’ in un’intervista rilasciata al quotidiano "La Stampa" la nuova legge sulla legittima difesa. 
"Finalmente avremo una legge che si schiera decisamente a favore di chi e’ aggredito. La considero di importanza strategica: e’ un elemento di certezza del diritto e in Italia abbiamo estremo bisogno di certezza del diritto, anche per l’economia.
 Numerosissimi imprenditori stranieri rinunciano ad investire da noi perché è troppo incerta l’interpretazione di molte norme". "Ho visto moltissime critiche a questa legge. Spesso critiche politiche, non giuridiche. 
Tanto per cominciare, la norma dice che si tutela chi respinge un aggressore in casa 
propria. Non e’ affatto una licenza ad uccidere. E’ abbastanza chiara la differenza tra i verbi respingere e ’aggredire? Perciò precisa la Bongiorno dissento radicalmente dal dottor Davigo: in questa legge,a volerla leggere, non c’è affatto la legittimazione a sparare alle spalle a un ladro che fugge".
"Ripeto, anche a beneficio di chi sostiene l'incostituzionalita’ della norma, come gli esponenti di Magistratura democratica, che la condotta di reagire e respingere chi entra con violenza o minaccia in casa e’ assolutamente proporzionata alla situazione di pericolo che si crea. 
Peraltro, conclude la Bongiorno, valorizzando lo stato d’animo dell’aggredito, di turbamento o di paura, allineiamo la nostra legislazione a quanto prevedono già molti altri Paesi europei

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