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martedì 26 febbraio 2019

Più musica italiana in radio? Anche Mogol si schiera a favore della radio sovranista

La Siae interviene a sostegno della proposta della Lega di modificare i palinsesti radiofonici, lanciata subito dopo il Festival di Sanremo, in cui si chiede alle emittenti nazionali e private di riservare un terzo della programmazione alla musica italiana "opera di autori e di artisti italiani e incisa e prodotta in Italia" e una quota di almeno il 10 per cento alle produzioni di artisti emergenti. 
Ci pensa addirittura Giulio Rapetti, in arte Mogol, presidente della Siae, con una lettera invita ai suoi associati in cui chiede di sostenere la proposta di Alessandro Morelli, presidente della commissione Trasporti e telecomunicazioni della Camera e fino allo scorso anno direttore di Radio Padania, primo firmatario del progetto di legge.
"L'argomento è ampio e complesso - scrive Giulio Rapetti - ed è stato già affrontato in passato con diverse proposte, tra cui quella avanzata dalla Fimi nel febbraio 2016 che chiedeva di garantire il 20 per cento della programmazione radiofonica alle opere prime e seconde di artisti italiani e con l'intervento nel novembre 2017 dell'allora ministro dei Beni culturali, Dario Franceschini, che in apertura della Milano Music Week parlò della possibilità di prevedere quote di obbligatorietà di trasmissione della musica italiana grazie ad alcune norme introdotte nella nuova Legge dello spettacolo".
"In base ai nostri dati medi di ripartizione dei diritti d’autore, relativi al periodo 2010-2017, su dieci stazioni radiofoniche soltanto quattro rispetterebbero la soglia del 33 per cento della proposta di legge dell'onorevole Morelli. Tale iniziativa, prosegue il presidente della Siae, avrebbe dunque un impatto positivo sul mercato radiofonico italiano, generando maggiori introiti in diritti d'autore e in diritti connessi e contribuendo ad aumentare la quantità di musica prodotta in Italia. Come sapete, promuovere la musica italiana significa infatti sostenere l'industria culturale del nostro Paese e quindi le tante persone che ci lavorano".
"Per questo motivo - conclude Mogol nella lettera - chiedo a tutti voi di contribuire a questa battaglia per la valorizzazione della nostra musica nelle radio. Qualsiasi vostra iniziativa sarà preziosa affinché si affermi il principio che la musica italiana fa parte del nostro patrimonio culturale e in quanto tale va valorizzata e difesa"

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