Caserta, sigilli ex canapificio.Salvini: la pacchia e'finita


Nella mattinata di martedì 12 marzo è' stato sequestrato dai Carabinieri del Nucleo INucleo Investigativo di Caserta , su ordine della Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, il capannone che ospita il centro sociale ex Canapificio, associazione che gestisce lo Sprar, il sistema di accoglienza dei rifugiati.
Il provvedimento è stato emesso perché sono state riscontrate carenze strutturali, in particolare infiltrazioni d'acqua che secondo il perito della Procura metterebbero a rischio la struttura. Il capannone è di proprietà della Regione Campania; da tempo è aperto un tavolo tecnico che si sarebbe dovuto occupare della messa in sicurezza dell'immobile, le cui problematiche strutturali sono note alle istituzioni da anni.Nel centro sociale ci sono gli uffici Sprar, lo sportello di sostegno al reddito dove presentare domande per il Rei e il Reddito di cittadinanza, l'ufficio del progetto Piedibus. A Caserta sono 200 i migranti ospitati in vari appartamenti gestiti dal Centro sociale.
"A Caserta, un centro sociale di estrema sinistra aveva occupato un edificio all'inizio degli anni Duemila: è stato regolarizzato dalla Regione Campania (anche se la convenzione è scaduta da tempo) e gestiva uno dei progetti Siproimi (ex Sprar) più grandi d'Italia con la benedizione del Comune (giunta di sinistra). Oggi i Carabinieri hanno sequestrato l'edificio, su disposizione della procura di Santa Maria Capua Vetere, per gravi carenze strutturali e per le pessime condizioni igienico sanitarie". Lo dice il ministro dell'Interno Matteo Salvini."Ma come? Il centro sociale incassava fior di soldi pubblici per l'assistenza dei 'fratelli immigrati' e non ha mai fatto manutenzione? La pacchia è finita!", conclude il ministro.

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