La profezia di Bannon: nel nuovo Europarlamento ​sarà la Lega a dare le carte

Steve Bannon, l'uomo che ha favorito la vittoria di Donald Trump alle ultime presidenziali americani, adesso guarda, con particolare attenzione alle elezioni europee di domenica 26 maggio ed al laboratorio Italia.
D'altronde negli ultimi tempi Steve Bannon è stato molte volte in Italia, anche per organizzare la grande manifestazione dei partiti sovranisti europei, prevista per la metà del mese di aprile a Roma. alla quale prenderà parte anche Matteo Salvini, leader indiscusso della Lega.
Ed al leader della Lega Bannon riconosce una leadership straordinaria. D'altronde Matteo Salvini è riuscito a trasformare il Carroccio da partito regionale a forza politica non solo nazionale, ma di respiro europeo. Probabilmente diventerà il primo partito in Europa ed eleggere il maggior numero di rappresentanti al Parlamento Europeo. facendo notare, in una lunga intervista al quotidiano romano Il Messaggero, che il Carroccio in Italia ha già superato il consenso del Rassemblement National di Marine Le Pen in Francia. Per questo, a detta del guru sovranista, il vice premier leghista "sarà il perno di una grande alleanza a livello europeo con i principali partiti sovranisti che scardinerà il duopolio franco-tedesco che ha governato in Europa negli ultimi anni e darà finalmente vita all'Europa delle Nazioni".
Secondo Bannon, la nuova alleanza europea "prenderà spunto dall'accordo tra Lega e M5S, che ha fatto dell'Italia un laboratorio politico a livello mondiale". L'ex consigliere di Trump è stato tra i primi ad auspicare la formazione del governo gialloverde e, nelle concitate fasi dopo le elezioni del 4 marzo 2018, ha avuto un ruolo determinante per convincere Salvini ad allearsi con il Movimento 5 Stelle. "Per far ripartire l'economia italiana - suggerisce poi - è necessaria maggiore deregulation, non è possibile che una nazione importante come l'Italia abbia da anni crescita zero". E consiglia un drastico taglio delle tasse che favorisca gli investimenti e "una maggiore deregolamentazione del mercato". Questa però è una visione economica antitetica a quanto proposto dai Cinque Stelle con il reddito di cittadinanza. Una misura profondamente assistenziale che lo stesso Bannon ritiene insostenibile. "La Flat tax non è la panacea di tutti i mali ma rappresenta un inizio importante". Di questo Bannon ha parlato anche con Armando Siri di cui già conosceva il libro pubblicato qualche anno fa sull'argomento.
Bannon guarda, infine, anche a Fratelli d'Italia e, in modo particolare, a Giorgia Meloni. I due si sono conosciuti a settembre ad Atreju. "Chi afferma che Fratelli d'Italia è un partito fascista dice fesserie, è un partito di patrioti che amano l'Italia", spiega rimettendo al centro dell'agenda politica le elezioni europee e la necessità di costruire una grande alleanza in chiave anti-establishment.

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