Inchiesta sanità, il presidente umbro Marini rassegna le dimissioni. Lega, pronti al voto per riscattare il destino di questa terra

Il 16 Aprile è una giornata storica per l’Umbria perché dopo 50 anni di malgoverno di sinistra che ha ridotto a brandelli questa regione, finalmente abbiamo la possibilità di rialzare la testa e guardare al futuro. La prima ad intervenire sulla 
dimissioni della Presidente Catiuscia Marini è il coordinamento regionale della Lega, in una nota, diffusa alla stampa. 
Le dimissioni della Governatrice non sono sufficienti. Lei e tutta la sua casta chiedano scusa agli umbri e a tutti quei giovani che in questi anni sono stati costretti ad emigrare perché soffocati, a quanto pare, da quel sistema clientelare che più volte la Lega ha evidenziato e riscontrato".
Il Partito Democratico, precisa la nota, chieda scusa ai nostri giovani e alle loro famiglie per aver tolto loro la speranza di credere ma soprattutto di crearsi un futuro migliore, chiedano scusa ai lavoratori onesti della sanità che si sono 
visti superare non per meriti, ma per favoritismi. Non parliamo, continua la nota, solo del terremoto che ha colpito la sanità, ma anche dei dati economici negativi con l’Umbria ai minimi storici, della disoccupazione in costante crescita, delle infrastrutture fatiscenti o dei fondi speciali trovati per gli immigrati, quando fuori ci sono umbri senza un tetto sopra la testa. Si dia, dunque, parola ai cittadini 
ritornando al voto il prima possibile.
 La Lega, conclude la nota, primo partito a livello nazionale e regionale, essendo la vera protagonista in questa battaglia, visto anche il grande lavoro fatto 
sino ad oggi, ha già la squadra e il governatore pronti a riscattare i 
destini di questa regione splendida". 

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