Bufera su Salvini, scrive un libro per Altaforte, casa editrice vicina a CasaPound

Nel 2016 quando Matteo Salvini era solo il leader della Lega, per la sua biografia autorizzata scelse la casa editrice Rizzoli. Tre anni dopo, da Ministro dell'Interno, quando qualsiasi editore classico e blasonato avrebbe pubblicato volentieri una nuova biografia autorizzata del "capitano"  il leader leghista sceglie una piccola e non conforme casa editrice: Altaforte guidata da Francesco Polacchi, titolare di un marchio di moda Pivert, militante di CasaPound.
Un libro sulla cui copertina compare il ministro dell'interno con sguardo fiero  e mascella in bella vista: «Io sono Matteo Salvini, intervista allo specchio», curato dalla giornalista Chiara Giannini del Giornale, con prefazione di Maurizio Belpietro. «Cento domande all’uomo più discusso d’Europa. Cento risposte per raccontare quanto di se stesso informa la propria azione di governo», come  si legge sul sito di Altaforte.
La notizia della pubblicazione della biografia del vice premier con la casa editrice Altoforte, arriva proprio nei giorni della bufera che si è scatenata su CasaPound, dopo lo stupro di Viterbo di cui sono accusati 2 militanti, scatenando i dissidenti del Movimento Cinque Stelle e le opposizioni di sinistra.  
"I rapporti tra Salvini e CasaPound sono da sempre alla luce del sole ed estremamente imbarazzanti attacca Elena Fattori del Movimento Cinque Stelle, mentre per il democratico Fiano precisa, sarà meglio che gli italiani si sveglino, c'è una indifferenza diffusa e pericolosissima verso lo sdoganamento di tutte le riforme possibile di apologia di fascismo e di insulto alla nostra storia.
Il ministro dell'Interno, finito sotto gli attacchi del fuoco amico grillino e delle opposizioni di sinistra cerca di chiamarsi fuori: «Non ha scritto alcun libro, ha semplicemente rilasciato una lunga intervista a Chiara Giannini e non ha firmato contratti o accordi con la casa editrice indipendente liberamente scelta dall’autrice». Difficile però pensare che il leader della Lega non abbia avuto voce in capitolo sulla scelta dell’editore di un libro-intervista in 
uscita a pochi giorni dalle elezioni europee.


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