"Operazione Scoiattolo": i grillini in fuga preferiscono la Meloni a Berlusconi

Nei confronti di Forza Italia, un tempo primo partito del centro destra, è in corso una campagna acquisti nei territori di consiglieri comunali, regionali, dirigenti di partito, da parte della Lega e di Fratelli d'Italia, con il chiaro obiettivo di diminuirne ulteriormente il numero dei consensi, come confermano anche gli ultimi sondaggi, che attestano il partito di Silvio Berlusconi al 9,1% dei consensi.
Anche l'operazione scoiattolo, lanciata da Silvio Berlusconi al fine di aggregare deputati e senatori eletti nel Movimento Cinque Stelle e pentiti delle scelte grilline è miseramente fallita.
Una operazione che sta riprendendo quota, ma sotto le fila di Fratelli d'Italia come ci rivela Dagospia il sito di Roberto D'Agostino, sempre sul pezzo anche per quanto riguarda la politica e le tecniche e tattiche dei singoli partiti.
Infatti, in Fratelli d'Italia è entrato da dopo Salvatore Caiata, ex deputato del Movimento Cinque Stelle, presidente del Potenza Calcio, squadra militante in Lega Pro, la vecchia serie C per intenderci, espulso dal partito prima delle elezioni del 4 marzo per un'indagine per riciclaggio della Procura della Repubblica di Siena, poi archiviata.
Ma non è finta, perché nelle file di Fratelli d'Italia si attendono altri ingressi. Anche in Campania, dove i soliti ben informati sarebbe prossimo l'ingresso nel movimento di Giorgia Meloni di Catello Vitiello, deputato eletto nel collegio di Castellammare di Stabia, sospeso a suo tempo dal M5S per massoneria.
Ovviamente l'operazione scoiattolo ideata da Silvio Berlusconi ma realizzata da Fratelli d'Italia non poteva non creare frizioni e malumori tra i due partiti. 
Per Silvio Berlusconi, come rivela Dagospia, l'obiettivo della Meloni è chiaro: ampliare il numero dei suoi gruppi parlamentari per portare in dota a Matteo Salvini, in caso di crisi di governo dopo le elezioni europee di domenica 26 maggio, quanti più parlamentari possibili per la formazione di un nuovo governo di centro destra, a trazione leghista, ricevendo in cambio uno o più ministeri.





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