Salone di Torino, Giubilei: ma Raimo è stato costretto alle dimissioni

Il collega Francesco Giubilei editore delle case editrice Historica, Giubilei Regnani e del sito Cultora, presidente della Fondazione Tatarella, in un post, che riportiamo fedelmente,  pubblicato nella mattinata del 6 maggio sulla pagina Facebook su quanto sta succedendo al Salone del Libro di Torino partendo dalle dimissioni di Chiristan Raimo, membro del comitato editoriale del Salone del libro di Torino a causa di un infelice post pubblicato sulla propria pagina Facebook in cui attaccava i colleghi Alessandro Giuli, Francesco Borgonovo, Adriano Scianca, Francesco Giubilei, etc colpevoli di essere  tutti i giorni in tv, sui giornali,  e di sostenere con i loro libri  un razzismo esplicito.

Così nascono le fake news, un post per ribadire i fatti e la verità. Avevo affermato di non voler più intervenire su quanto avvenuto al Salone del libro ma mi vedo costretto a scriverne nuovamente per amore della verità e per le notizie false che stanno circolando in queste ore. Questi sono i fatti: Christian Raimo, che faceva parte del comitato editoriale del Salone del libro di Torino, pochi giorni fa ha scritto un post in cui affermava: “Le idee neofasciste, sovraniste sono la base per l’ideologia della forza maggioritaria di governo. Alessandro Giuli, Francesco Borgonovo, Adriano Scianca, Francesco Giubilei, etc… tutti i giorni in tv, sui giornali, con i loro libri sostengono un razzismo esplicito”, un attacco grave, gratuito e diffamatorio nei nostri confronti. A causa di queste affermazione abbiamo chiesto le sue dimissioni per il ruolo istituzionale che svolgeva nel Salone del libro dovendo rappresentare tutti gli editori tra cui anche noi che da anni partecipiamo alla fiera di Torino pagando il nostro stand. Grazie all’intervento del sottosegretario ai beni culturali Lucia Borgonzoni, Raimo ha dovuto rassegnare le dimissioni per quanto scritto. Ora invece si sta cercando di far passare il messaggio che le sue dimissioni sono avvenute in polemica per la partecipazione della casa editrice Altaforte ma le cose non stanno così. Scrive oggi “la Repubblica” in apertura delle pagine culturali che il via libera “alla presenza di Altaforte, la casa editrice vicina a CasaPound ha provocato le dimissioni di Christian Raimo, consulente del Salone”, si tratta di una bugia, al punto che il consiglio di indirizzo di cui faceva parte lo stesso Raimo aveva già deliberato acconsentendo la partecipazione di Altaforte al Salone. Si sta cercando di insabbiare quanto realmente avvenuto dopo che Raimo ha cancellato il suo post con le offese nei nostri confronti (senza mai chiedere scusa), per chi ama la verità pregherei di condividere questo post per far sapere a quante più persone possibile come sono andate davvero le c

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