Vittorio Sgarbi: io con Altaforte e Francesco Polacchi. Difendo il diritto di dirsi "fascista"

Dopo Mimmo Lucano, mi tocca difendere  anche la casa editrice Altaforte e Francesco Polacchi. Se non recassi danno al Salone del Libro, avrei adottato la stessa posizione di  Ginzburg. Come lui difendo la libertà ma per me la libertà 
è  libera e non è la libertà solo di una parte. 
Per questo  difendo il diritto di Francesco Polacchi e della sua casa editrice di essere al Salone del Libro. Difendo il diritto di dire "io sono fascista": solo se una tale dichiarazione impedisse ad altri di esprimere la propria convinzione, lotterei, fino alla morte, per combatterla". 
Parole chiare, dirette, che non lasciano dubbi ad interpretazione alcuna,quelle pronunciate da Vittorio Sgarbi, deputato di Forza Italia sceso in campo in difesa di Francesco Polacchi e della sua casa editrice di orientamento sovranista Altaforte, esclusa dal Salone del libro di Torino.
"La politica non può sostituirsi alla magistratura e, supponendo un reato rendere esecutiva una pena’ non uscita da nessun dibattimento precisa Sgarbi chiedendo ai censori politici:  impediranno all’editore di pubblicare ancora libri? Ma soprattutto: può essere impedito il diritto di parola a un editore che pubblica il garante del rispetto della Costituzione, il ministro degli Interni, che, oggi, si chiama Matteo Salvini?".

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