Arte, tempo, spirito. Il filosofo russo Dugin presenta a Benevento le linee di fuga da una società liquida





di Antonio Caporaso 

Grazie al costante impegno dell’Associazione “Generoso Simeone”, mercoledì prossimo, 5 giugno, è in programma a Benevento un incontro con il politologo e filosofo russo Aleksandr Dugin, che presenzierà al convegno dal titolo “Arte, tempo e spirito: linee di fuga da una società liquida”. 
Appuntamento fissato con inizio alle ore 19, presso la sala “Antonio Di Monda” del convento di San Francesco, in Piazza Dogana 13.
Si tratta, senza dubbio di un evento culturale di rilievo internazionale, che vedrà per la prima volta in Campania la presenza di Dugin.
L’evento è promosso dall'associazione culturale REuropa, impegnata dal 2 al 15 giugno in un percorso itinerante sul territorio nazionale per presentare il progetto “Università d’estate 2019, Strade di Eurasia” e dal movimento artistico Eurasiart.
Dugin dibatterà con: Alfonso Muscetti, presidente dell’associazione “Sannio Russia”; Marina Simeone, giornalista e presidente dell’associazione culturale “Generoso Simeone”; Giuseppe Marro, giornalista e ispiratore della costituenda associazione “Campania-Russia”.
A latere del convegno sarà presentata l’ultima opera di Dugin tradotta in italiano, “Teoria del Mondo Multipolare”.
Per Dugin le forze del mondo occidentale liberal-capitalistico rappresentano quella che i Greci chiamavano ὕβρις (hybris), "la forma essenziale del titanismo", dell'anti-misura, che osteggia il Cielo che "è la misura—in termini di spazio, tempo, essere". In altre parole l'Occidente è "la rivolta della Terra contro il Cielo". In una prospettiva escatologica, "una volta che il Cielo reagisce gli Dèi restaurano la misura". All'universalismo atomizzante e omologante dell'Occidente, Dugin contrappone un universalismo apofatico, un Uno come quello di Platone che si flette nella molteplicità degli esseri e dei loro modi di esistere.
Dugin sviluppa il pensiero di Martin Heidegger, specialmente il concetto geofilosofico del Dasein, come centro mondificante al contempo universale e particolare, uno e molteplice, coniugandolo con il pensiero della scuola tradizionalista, ossia René Guénon e Julius Evola.
Il suo impegno politico con la teorizzazione della necessità di fondare un "impero euro-asiatico" in grado di contrapporsi all'Occidente americanizzato. Da questa sua visione ne è scaturita la nascita del Partito Nazional Bolscevico e, in seguito del Fronte Nazionale Bolscevico e del Partito Eurasia. Il suo programma politico mira anche all'unificazione di tutti i popoli di lingua russa in un unico paese attraverso lo smembramento territoriale delle repubbliche ex-sovietiche.

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