Regionali 2020, la sovranista Carmela Rescigno(Fdi) pronta a sfidare il governatore De Luca

Giorgia Meloni, leader indiscussa di Fratelli d'Italia è stata impegnata in un tour elettorale in Campania, in vista del turno di ballottaggio, previsto per domenica 9 giugno. Un tour che ha avuto 2 soste anche in provincia di Salerno e precisamente a Pagani e Scafati, comune di 50 mila abitanti dove al ballottaggio si sfideranno Michele Russo per la coalizione di centro sinistra e Cristoforo Salvati, figura storica della destra locale, sostenuto dalle forze sovraniste Lega e Fratelli d'Italia e da 3 liste civiche e non da Forza Italia ed altri movimenti minoritari del centro destra.
D'altronde come scriveva il collega Antonio Caporaso su questo blog, alcuni giorni fa, Giorgia Meloni e Matteo Salvini guardano con molta attenzione a quanto sta succedendo a Scafati, dove potrebbe nascere il primo esperimento di centro destra a trazione sovranista.
Un centro destra composto da Lega e Fratelli d'Italia, che ultimi sondaggi alla mano, godrebbe di quasi il 40% dei consensi, che con il tripartitismo vuol dire vittoria e governo della nazione.
Un centro destra a trazione sovranista, magari allargato a movimenti civici e territoriali potrebbe già conquistare il governo della regione Campania, togliendo al Partito Democratico ed a quel che resta del centro sinistra campano il governo dell'ente.
Un centro destra che potrebbe essere guidato da una esponente di Fratelli d'Italia: la dottoressa Carmela Rescigno, che intervistata  dal collega Gaetano De Stefano de la Città, il principale quotidiano di Salerno e provincia si dichiara pronta ad accettare questa nuova sfida elettorale qualora Giorgia Meloni me lo chiedesse.
Intervista che riportiamo volentieri.

Pronta a vedersela col governatore De Luca?
Certo, la battaglia d'altronde si vince a Napoli e questo è un dato noto a tutti. E lì che può perdere De Luca e non a Salerno. Oltretutto penso che sia arrivato il momento in cui bisogna dare voce a Napoli e alla sua provincia, in quanto solo un napoletano può battere il presidente uscente. Siamo in prossimità delle elezioni regionali, probabilmente andremo al voto anche per le politiche. Per cui non ho staccato la spina e mi sento già in campagna elettorale. 
Ha dimostrato in occasione delle elezioni europee, ottenendo 43359 voti nella Circoscrizione Sud, d'avere molti consensi. E' soddisfatta?
I consensi ottenuti dimostrano come Fratelli d'Italia non sia solo un partito Salerno centrico, in quanto abbiamo avuto una performance a Napoli e provincia anche migliore di Salerno, non in termine di percentuali, ma di voti. Sono la seconda, come donna, più votata nella lista di Fratelli d'Italia dopo Giorgia Meloni e la quarta in assoluto.
Chi mi precede come Fitto e Nesci non sono iscritti al partito.

E' napoletana ma salernitana d'azione. E Salerno ha risposto sempre presente, premiandola con tanti voti
Salerno mi ha votato per due motivi. Il primo è quello che sicuramente essere appoggiata da Edmondo Cirilli è un valore aggiunto, e non di poco conto, nell'area salernitana.  E poi lavoro da vent'anni a Salerno e in questa tornata elettorale, e non lo dico per presunzione, la qualità del candidato ha inciso notevolmente sull'elettorato. Basti guardare il risultato di Cava dove ho ottenuto più consensi della Meloni. Significa che il voto è stato anche personale, in quanto semplici cittadini, pazienti, colleghi, hanno votato la persona, il medico, la docente universitaria.

Fratelli d'Italia si conferma un partito in crescita. A cosa è dovuto questo successo?
Credo che la coerenza, che è alla base della nostra azione politica, stia dando risultati sperati. E ritengo che la circostanza di non aver mai tradito l'elettorato di essere stati sempre dalla stessa parte, di non aver fatto inciuci politici di governo, siano stati premiati dai cittadini. 
Oltretutto è pur vero che la Lega non possa essere considerata una destra vera, come la intendiamo noi, che crediamo nell'unità d'Italia nel rappresentare una nazione unita anche in Europe e non caratterizzata dal regionalismo differenziato, che avvantaggia il nord a discapito del Sud






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