La Lega è un credo non un'opportunità di carriera politica. Lo sfogo di Tito leghista stabiese - Il Sovranista

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giovedì 25 luglio 2019

La Lega è un credo non un'opportunità di carriera politica. Lo sfogo di Tito leghista stabiese

La Lega è  un credo non un'opportunità per qualcuno per fare carriera politica. Questo è,  in estrema sintesi, il pensiero(sfogo) di Giovanni Tito, leghista della prima ora a Castellammare di Stabia, popoloso e popolare comune della città metropolitana di Napoli un tempo battezzata la Stalingrado del Sud, dove alle ultime  comunali del 2016 la Lega ha eletto un proprio rappresentante in consiglio comunale.
Questi leghisti stabiesi, grazie ad un inopportuno azzeramento delle cariche si è  trovato ad operare  sul territorio srnza averne titolo e con l'avvento del nuovo
Coordinatore regionale il lombardo Volpi rischiano di essere fatti fuori ed essere sostituiti da qualche nuovo acquisto.


Scusate lo sfogo ma quando ce vo ce vo!!!!!! Sono mesi che la nostra provincia è stata abbandonata e lasciata nel caos più totale. Se non fosse stato per quei pochi che ci hanno creduto dalla prima ora e che si sono immolati per la causa a quest'ora la Lega non sarebbe al 20 % ma allo sfascio totale.
In certi momenti di sconforto perché inascoltati da tutti, grazie alla propria forza d'animo e alla collaborazione di quei pochi, ma buoni, attivisti dei vari gruppi Lega, sì è riusciti a portare avanti le campagne elettorali e magari raggiungere anche dei buoni risulati.
Mi riferisco, in particolare al gruppo nostro di Castellammare di Stabia, che con tenacia e dedizione ha ottenuto con quelle poche risorse autofinanziate abbiamo fatto eleggere il nostro Giulio Morlino al Consiglio comunale. Primo consigliere leghista nella storia di Castellammare di Stabia sempre stata etichettata la Stalingrado del Sud.
Derisi, beffeggiati, sputati ed anche oltraggiati da gruppi dei centri sociali, abbiamo resistito e portato avanti i valori della Lega, ma qualcuno intelligentemente, con mossa geniale, ha capito che era il momento di azzerare tutte le cariche della provincia di Napoli, proprio alle porte di una campagna elettorale.
Attivisti da anni sbattuti dalla sera alla mattina fuori da ogni gioco politico senza nessuna carica per agire per nome e per conto. Umiliati e di nuovo derisi da tutti.
Una mossa strategica e degna di un grande statista.
Tutto questo accadeva alle porte della campagna elettorale delle elezioni europee. Invece di presentarci uniti e compatti a questa ultima puntata elettorale, ci siamo presentati invece spaccati e senza stimoli. Potevamo presentarci con un esercito ma qualcuno ha pensato di presentarsi con dei piccoli e disgregati battaglioni.
Qualche sciacallo e politicante di turno, approfittando di questo azzeramento delle cariche ha pensato di approfittare della situazione e senza nemmeno un minuto di militanza e senza un vero credo, di farsi spazio e di spodestare qialche vecchio coordinatore cittadino spremuto e gettato nella pattumiera. Ma per fortuna questo fino ad ora non lo abbiamo permesso perché ci siamo opposti con tutte le forze, perché è pur vero che si deve includere e crescere sempre di più, ma con persone con almeno un minimo di credo e di militanza e non di affaristi della politica.
Penso che la Lega non ha bisogno di menti pensanti e di veri militanti ma solo di gente che obbedisce e dice sempre sì. Anzi se tu pensi ed esprimi concetti e proposte concrete sei pure additato per uno svitato o addirittura per un dissidente.
Oggi, invece, ci ritroviamo commissariati e magari non più riconfermati, perché forse qualcuno ha un nuovo progetto per il Sud e per la Lega al Sud, sennò non si comprende perché alcune regioni del Sud sono state commissariate.
Oggi sono incazzato nero e non mollo di un centimetro perché ci ho creduto ci credo e ci crederò ancora. La Lega è un credo non una opportunità.

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