Mario Borghezio : Savoini è un soldato della Lega, ha la schiena dritta

 "Certo che conosco il Savo, e’ un mio vecchio amico. Resterò sempre suo amico perchè abbiamo la stessa ossatura dottrinale. Persone che, anche quando ci sono le turbolenze, restano ferme come torri. Ma lo sa che quasi sono contento? Per diventare un soldato politico non e’ male aver affrontato qualche prova dura". 
Parole chiare, dirette, che non lasciano dubbi ad interpretazione alcuna, quelle pronunciate dall'ex europarlamentare leghista Mario Borghezio nel corso di una intervista rilasciata al Corriere della Sera.
Savoini, secondo Borghezio, è un soldato della Lega, delle nostre idee, è presidente dell'associazione Lombardia Russia non a caso, non è che si occupa della Cambogia. E' normale, secondo l'ex europarlamentare, che fosse agli incontri e forse era più interesse della parte russa, che si deve premunire dei mestatori e dei faccendieri che cercano di infilarsi ovunque.
Per Borghezio, Savoini si era guadagnato la stima della Russia, d'altronde lo consideravano un amico, un interlocutore affidabile.
La prova assoluta che fosse tutto alla luce del sole è che in questa stagione le casse della Lega sono vuote.
Sul perché il leader Salvini scarica Savoini, Mario Borghezio preferisce non dichiarare nulla, ma si capisce una certa prudenza davanti ad una inchiesta che sembra una spy story. Della questione affari nulla so e nulla voglio sapere, ma la linea ufficiale della Lega "non sappiamo nulla" è comprensibile.
Borghezio sostiene che Savoini è onesto, ha la schiena dritta e non ha nulla da temere, ma conoscendo i giudici di Milano gli ho consigliato di trovarsi il migliore avvocato, perché la questione e’ grossa. Tiene botta, non è piagnucoloso. Quando sei nel gioco politico devi dare per scontato che un vicepremier debba difendere una certa posizione e sacrificare i valori dell’amicizia". E sull'audio: "Da 
civilista avanzo riserve sulla sua attendibilità. E’ semplice manipolare conversazioni". 
Per l’ex parlamentare, Savoini se pure ha assistito a una trattativa di questo genere sono certo che non ha chiesto neanche un caffè. Fosse un intrallazzatore, non sarebbe mio amico. E’ molto competente in geopolitica, il primo a capire 
l’importanza di aprire alla visione euroasiatica

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