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mercoledì 28 agosto 2019

Crisi di governo, Salvini all'assalto: premier scelto a Biarritz. Elezioni subito

Abbiamo l’impressione che ci sia un progetto che parte da lontano, non parte dall'Italia, che ha una idea di svendita di paese e delle aziende e del futuro di questo paese a poteri che non sono in Italia".
Parole chiare, dirette, che non lasciano dubbi ad interpretazione alcuna, quelle pronunciate da Matteo Salvini, leader indiscusso della Lega nel corso di una conferenza stampa, post consultazioni con il capo dello Stato, Sergio Mattarella.
Al presidente della Repubblica "abbiamo espresso lo sconcerto non della Lega ma di milioni di italiani a fronte dell'indecoroso spettacolo delle poltrone cui si sta assistendo", ha esordito Salvini che attacca a testa bassa il premier dimissionario Giuseppe Conte che già stasera potrebbe ricevere un nuono incarico per la formazione del governo. 
"Il capo dello Stato chiedeva una maggioranza ampia. Il presidente del Consiglio lo hanno trovato a Biarritz, Monti Bis. Probabilmente a qualcuno davamo fastidio. Dava fastidio una manovra coraggiosa basata sulla flat tax. Dal Pd ci si può aspettare di tutto. La minoranza è in Parlamento ma soprattutto è nel Paese. Tutte le elezioni hanno visto perdere sistematicamente il Partito Democratico. L'unico collante che ho intuito in questi giorni è l'odio nei confronti della Lega, il primo partito in Italia, che ha avuto l'onestà di rimettere i propri ministeri nelle mani degli italiani".
Salvini chiede a gran voce lo scioglimento delle camere e il ritorno al voto: "Ancora prima di nascere (il governo M5s-Pd, ndr) ha già iniziato a litigare. Non sarebbe più giusto, più saggio, più onesto far votare gli italiani? Questa la domanda che abbiamo fatto. Abbiamo l'impressione, se non la certezza, che ci sia un progetto che parte da lontano, non dall'Italia. La verità vera sono cento parlamentari aggrappati alla poltrona. Questa non è la democrazia. Poi ci si meraviglia sul perché la gente non va a votare. Noi ci siamo, non vinciamo tra due mesi, sei mesi, un anno. Non abbiamo fretta". 

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