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domenica 1 settembre 2019

Al voto Sassonia e Brandeburgo i sovranisti di Alternativa per la Germania spaventano Berlino

Domenica 1 settembre si vota in due Land della vecchia Germania Est, in Sassonia e in Brandeburgo. Alle 18 chiudono le urne e i primi exit poll saranno diffusi subito dopo dalle principali reti televisive. Cinque milioni e mezzo di elettori, neanche il dieci per cento dei tedeschi, potrebbero provocare un terremoto a Berlino e mettere a rischio il quarto governo Merkel. Perché i due partiti della Grande coalizione - Cdu e Spd - rischiano uno schiaffo micidiale

Per quanto riguarda la Sassonia, la Cdu può sperare in un risultato che arriva fino al 32% dei cconsensi, seguita da Alternativa per la Germania al 24%. Terza la sinistra radicale con il 16% quarti i verdi con poco più dell'11%. In constante flessione intorno all'8% mentre Liberali e Liberi Elettori devono lottare per superare la soglia del 5% per eleggere rappresentanti nel Landtag.
Con questi numeri, sia pure risicatissimi, se si escludono i sovranisti di Alternativa per la Germania una maggioranza possibile ma difficile potrebbe essere quella che vede unite Cdu, Spd e Verdi. Ancora piu’ improbabile una coalizione che vede al suo centro la Linke( sinistra radicale)
Situazione complicata anche in Brandeburgo. Qui si profila un testa a testa tra Afd e Spd, dati intorno al 22% dei consensi. La Cdu segue con il 18%, la Linke si attesta al 15 e i Verdi al 12%. Fpd sempre sulla soglia dell’ingresso nel Landtag con un risultato intorno al 5%, mentre i Freie Waehler con il 4% ne rimarrebbero esclusi. Impossibile, su questa base, una prosecuzione dell’attuale
maggioranza "rosso-rossa" (Spd piu’ Linke). Un ruolo inedito, data l’esclusione dell’Afd, potrebbero averlo dunque i Verdi, finora ben piu’ deboli all’Est rispetto al ricco Ovest.
Come racconta il settimanale Die Zeit, diretto dall'italo tedesco Giovanni Di Lorenzo gli elettori tedeschi si trovano di fronte ad un bivio, tra quelli di sinistra che votano la Cdu, e conservatori che improvvisamente non trovano più assurda una eventuale collaborazione con gli ex inimicizia.
Per fermare Alternativa per la Germania, il pericolo numero uno per i politicamente corretti, le antiche inimicizie politiche non valgono più. Tutto ciò potrebbe portare a nuove ed originali sfide: coalizione a quattro del tutto inedite che guardano oltre i confini ideologici.
Questo è il prezzo che i partiti tradizionali di centro e di sinistra devono pagare per tenere lontana, quella che erroneamente chiamano destra radicale dal governo, ma che è in realtà un movimento politico nazionale di destra identitaria, una via di mezzo tra la Lega e la destra di governo incarnata dalla Alleanza Nazionale che fu.




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