Movimento Sud contro sovranismo e populismo riecco la cultura liberale e popolare - Il Sovranista

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martedì 15 ottobre 2019

Movimento Sud contro sovranismo e populismo riecco la cultura liberale e popolare

Sulla scena regionale, a poco meno di un anno dalle prossime elezioni regionali, previste per la primavera del 2020 irrompe un nuovo soggetto politico: Movimento Sud, dove Sud è un acronimo che sta per solidarietà, uguaglianza, democrazia.
A lanciare il nuovo movimento politico è Vincenzo D'Anna, ex parlamentare di Forza Italia, presidente dell'Ordine nazionale dei Biologi, l'ex consigliere regionale Antonio Milo, gli ex deputati Ciro Falanga e Pietro Langella, l'ex assessore regionale alla sanità Angelo Montemarano.
Assenti ma presenti, per usare una terminologia cara agli ultrà, Giuseppe De Mita, ex deputato dell'Unione di Centro e l'ex sottosegretario alla difesa Gioacchino Alfano.
Un movimento che ha come riferimento politico il popolarismo europeo ed un riferimento ideale in Ciriaco De Mita, si posizione al centro dello schieramento politico. Gli aderenti a Sud hanno una formazione politico culturale liberale e popolare che si contrappone, in maniera netta, al populismo ed al sovranismo di Salvini e delle destre ed hanno come obbiettivo il proporre la voce del Mezzogiorno nelle sedi politiche.
Un Sud, a detta dei promotori, dimenticato anche da quelli che dovrebbero lavorare nel suo esclusivo interesse.
Tra i punti fondamentali del neonato movimento politico ci sono la sanità, con la valorizzazione degli ospedali periferici e la medicina territoriale, l'ambiente con la lotta all'inquinamento che mette seriamente a rischio la salute dei cittadini della Campania oltre che penalizzare le produzioni di eccellenza della nostra terra, un tempo definita dai latini con l'appellativo di felix, i giovani con politche tese a produrre nuova e piena occupazione.
E' prematuro ipotizzare di quale schieramento il movimento Sud sarà alleato. Non si esclude un appoggio al presidente uscente Vincenzo De Luca, ma per scegliere la coalizione da appoggiare ci sta ancora tempo. Prima bisogna costruire una lista forte, con uomini e donne rappresentativi del territorio, che portino in consiglio regionale il loro contributo di idee e di valori.

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