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martedì 8 ottobre 2019

Polverini: mai stata nel Msi, Forza italia mi sta stretta meglio Renzi

Il collega Antonello Caporale, dalle colonne de Il Fatto Quotidiano intervista sul numero di martedì 8 ottobre Renata Polverini, ex leader sindacale dell'Unione Generale del lavoro, il principale sindacato di destra, già governatrice della Regione Lazio, ora deputata di Forza Italia, da poco autosospesa dal partito di Silvio Berlusconi e pronta ad approdare nelle file di Italia Viva, il nuovo movimento politico di centro sinistra guidato da Matteo Renzi.

Renata Polverini e'  di destra quando si arrabbia, di sinistra quando sta tranquilla.
Perdo le staffe di rado, però a volte ci vuole. Col tempo e l'età ho imparato ad apprezzare la giornata moscia, la piccola fetta di noia quotidiana, il massaggio ai piedi, il mare al mattino presto.

Più aggressiva da governatrice del Lazio.
Avevo poco più  di 40 anni, l'ansia da prestazione,la voglia di fare, il senso del dovere.

Immortale quel comizio a Genzano in cui chiamo "zecche comuniste" i contestatori di sinistra che protestavano
Erano quelli con i cani.

I punkabbestia.
Li avevo addosso dalla mattina, mi inseguirono in tutti gli appuntamenti di quella campagna elettorale e allora non ce la feci più.

Zecche comuniste
E che cazzo! Non è una medaglia nel curriculum, anzi mi costa rievocare quel momento, però mi sentii bene, liberata.

Era pugnace, volitiva, molto di destra.
Moltissimo no. Mai stata nel Msi per esempio. Hanno diffuso una mia foto con il braccio alzato. Hanno manipolato il frame e con un fermo immagine pare che io faccia il saluto romano.

Acqua passata. Comunque tanta acqua dal Duce al Truce.
Sul duce rido e sorvolo. Chi sarebbe il truce?
Lei combatte il trucismo del nuovo centro destra e poi se ne va con Matteo Renzi.
Io ho scelto Forza Italia perché era il partito delle libertà civili.  Mi sono accorta invece che la sua posizione odierna è supina sul sovranismo leghista, ostaggio del fuoco salviniano. Questa cosa non mi interessa, non fa per me. Che politica è quella sull'immigrazione? La mia proposta di concedere ai ragazzi con un corso regolare di studi la cittadinanza, non è una concessione all'animo buono, ma un modo per integrare le culture, di tentare di non sprofondare nei ghetti come in Francia. L'emarginazione porta alla delinquenza, incide sulla coesione sociale. Un diritto in più agevola la costruzione di una cittadinanza consapevole dei diritti e dei doveri e non di sbandati incattiviti e senza identità civile in giro per la città.

Lei era segretaria dell'Ugl.
L'ho fatta conoscere, avere un peso politico, tirata via dalle catacombe.

Grazia a Floris, allora conduttore di Ballarò.
Prima di invitarmi al programma mi fece fare due lunghissime interviste tecniche. Mi provò, voleva capire chi fossi, quali idee avessi.

Superò brillantemente la prova.
Direi proprio di si.

Più che il suo sindacato, conoscemmo lei. Renata, la sindacalista gnè gnè. Gnè con la destra, gnè con la sinistra.
Avevo bisogno di accreditare la mia struttura, farla entrare nel vivo delle relazioni. Furono anni splendidi: a proposito di relazioni, seppi costruirne di variegate e potenti. Dire che non mi abbia aiutato nella carriera personale sarebbe un'ipocrisia.

La Ugl l'ha scaricata. Anzi è a processo per l'utilizzo delle carte di credito del sindacato. Acquisti personali fatti pagare alla cassa comune. Quel viaggio a New York, l'intimo di Victoria Secret.
E' stata fatta una porcata fatta a me. Fango per sporcare il mio viso, solo per quello. Una porcata decisa quando hanno scelto di svendere il sindacato a Salvini. Quelle carte di credito erano in dotazione al mio ufficio, ma non per le mie spese personali. Furono acquistati piccoli doni e regali ai colleghi, non certo ai miei amici. La titolare ero io, in quanto segretaria. Ero io titolare dell'ufficio ma la firma era di altri.

Comunque è passato tanto tempo.
Infatti non capisco perché lei rievoca, intigna. Ha sempre bisogno di essere cosi cattivo.

La vedo già parlare a nome del gruppo di Italia Viva a favore del governo.
Com'è profetico.

Un mese, massimo due. Per Natale è contributrice  netta di Giuseppe Conte.
Va bene.

Tutti la cercano, la tirano per la giacca. Intanto domani si vota a favore del taglio dei parlamentari.
E' uno stronzata, ma si deve votare si.

Sta per tagliare il ramo su cui è seduta.
E che non lo so? Ma tira un vento nel paese che non ammette riflessioni, resistenze, pensieri ostili.

Un peccato. Magari ci rimette la poltrona.
Non ho più ansie da prestazione. Mi sono sempre pagata volontariamente i contribuiti pensionistici per il mio lavoro precedente alla politica. I colleghi mi dicevano: ma perché spendi questi soldi, abbiamo il vitalizio. E io: non si sa mai. Hai visto ora col vitalizio come siamo messi? Sono spendacciona ma in certe cose una formica perfetta. Sa che ho anche un'assicurazione privata sanitaria oltre a quella della Camera?


Lei è troppa tranquilla, ha la faccia di una quota 100.
Posso andare in pensione, si.

Bisogna ringraziare Salvini, lo ricordi. Per chi fa politica anche una grande libertà.
E' una grande libertà, la pensione è una grande rete di protezione che ti libera dagli assilli.

Potrà andarsene con Renzi e magari fare in futuro ulteriori capriole.
Potrò fare e dire tutto, ah ah, ah.

Ammettiamo che domani il Parlamento decida di chiudere le Regioni.
Io direi assolutamente si. Le provincie hanno un senso, le ragioni no.

Detto da una governatrice.
Troppi grandi, troppo pesanti. Da chiudere assolutamente.

Renzi è paraculo
E' bravo invece.

Troppo disinibito.
Scaltro, efficace.

Ha solo il quattro per cento.
Con tre interviste ha già fatto il quattro.

E se resta imbullonato sotto al cinque?
Buona sera.


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