Salvini rilancia Draghi al Colle. Alternativa per l'Europa: è un clamoroso autogoal - Il Sovranista

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venerdì 8 novembre 2019

Salvini rilancia Draghi al Colle. Alternativa per l'Europa: è un clamoroso autogoal


Sono bastate due paroline, pronunciate in inglese, "why not?", in italiano "perché no?", per spiazzare gli alleati di centrodestra della Lega. E in particolare i Fratelli d'Italia di Giorgia Meloni.Matteo Salvini le ha pronunciate nel corso della trasmissione "Fuori dal coro", rispondendo a una domanda del collega Mario Giordano sulle possibilità di votare l'ormai ex governatore della Bce Mario Draghi come successore di Sergio Mattarella al Quirinale, quando quest'ultimo avrà esaurito il suo mandato, nel 2022.Una mossa davvero sorprendente quella di Salvini, anche perché Draghi, nell'ultimo periodo del suo mandato a Francoforte, in più occasioni non si era mostrato tenero nei confronti delle politiche messe in atto dai populisti e sovranisti italiani all'epoca del governo gialloverde.
Una mossa che non poteva non trovare distingui, anche all'interno della complessa e variegata galassia sovranista, come nel caso di Alternativa per l'Europa, il sodalizio politico culturale nato in Campania, che vuole essere punto d'incontro e di confronto tra le diverse anime della destra, sociale, popolare, sovranista ed identitaria che sostiene il progetto politico della Lega 3.0 di Matteo Salvini.
Prova evidente è questo post, comparso sulla pagina Facebook di Alternativa per l'Europa, intitolato Sovranisti a volte si, a volte no, che riportiamo fedelmente.

L'apertura di #Salvini ad una possibile presidenza #Draghi - "perché no?" - è l'ennesima conferma della visione prettamente tattica e non strategica del leader della #Lega. Un'apertura utile forse a dare una spolverata moderata al suo partito, ma di fatto un clamoroso autogol: come si può essere credibili nella critica all'#austerità voluta dalla #Ue - di cui Draghi è stato alfiere - e poi non bocciare l'ipotesi di candidatura dell'ex banchiere Ancora una volta si ha la conferma che un partito post-ideologico come la Lega manca di una visione strategica, indispensabile per disegnare un futuro altro per l'#Italia e l'#Europa.

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