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domenica 24 novembre 2019

Almaviva Napoli, a rischio 147 posti di lavoro L'interrogazione di Fratelli d'Italia al Mise, ed il sostegno dei Cinque Stelle


Sono 147 i lavoratori di Almaviva Napoli che rischiano il posto di lavoro per colpa di una legge, quella del 2016 sul cambio di appalto nei servizi pubblici legati al mondo delle Telecomunicazioni, nata per tutelare i lavoratori che per effetto di pubbliche gare devono migrare nelle aziende vincenti ma che, paradossalmente, si sta trasformando da strumento di tutela del lavoro a mezzo in mano alle aziende per licenziare i lavoratori.
Stiamo parlando del cambio di appalto per la gestione del Contact center nazionale di Inps che risponde al numero verde 803164 e che fino al 29 novembre sarà gestito a Napoli e Arzano da Almaviva e Covisian, le aziende che nel marzo scorso hanno perso la gara bandita qualche anno fa dall'ente presieduto da Pasquale Tridico - uomo vicino ai 5 stelle - in favore di Comdata-Network, il consorzio di imprese aggiudicatario della gara per i prossimi tre anni. Nel confronto sindacale al Mise partir a fine settembre Comdata, capofila della RTI vincitrice dell'appalto, ha posto un problema sui perimetri occupazionali mettendo sul tavolo un numero importante di lavoratori considerati non idonei per proseguire il rapporto di lavoro sulla commessa Inps con le imprese subentranti. I numeri per Comdata sono chiari: 147 lavoratori di Almaviva Napoli, 20 di Covisian Arzano e un'altra quarantina di persone sparse nelle sedi di Covisian tra Roma e Rende, in provincia di Cosenza in Calabria non hanno i requisiti dell'esclusività previsti dalla legge per colpa del multiskill - fenomeno di job rotation alla base dell'attività di call center in outsourcing, cioè su commessa - praticato in forma massiva da Almaviva anche a gara ormai persa.
Tra questi 147 di Napoli c'è una vecchia conoscenza del mondo della Destra napoletana. Stiamo parlando di Luigi Mercogliano, ultimo presidente del Fuan e primo presidente di Azione universitaria, storico militante di Alleanza nazionale e dimissionario componente dell'assemblea nazionale di Fratelli d'Italia. Mercogliano - che per qualche mese è stato anche avvicinato alla Lega per l'amicizia col Senatore perugino Simone Pillon come lui leader del Family day - raggiunto da noi telefonicamente ci ha raccontato che ha provato a mobilitare il mondo politico, ma le uniche risposte gli sono arrivate da Fratelli d'Italia e dal M5S, non dalla Lega. "Ho contattato Giorgia Meloni la quale, nonostante ci fossimo salutati non proprio bene dopo le politiche del marzo 2018 - nelle quali Mercogliano corse come quarto nel collegio plurinominale di Napoli 3 per Fratelli d'Italia - si è subito mobilitata schierando il partito al fianco dei lavoratori di Almaviva e chiedendo al capogruppo di FdI in Commissione lavoro Walter Rizzetto di presentare una interpellanza parlamentare al Mise e al Ministero del lavoro per l'immediata riapertura del tavolo per i 147. Anche grazie all'impegno di Fratelli d'Italia oggi c'è ancora una speranza perché il Mise ha riaperto il tavolo ed è previsto un incontro nella mattinata di mercoledì 27".
Un forte sostegno è arrivato ai lavoratori di Almaviva anche dal M5S. Lo stesso Mercogliano, infatti, riferisce di un incontro di qualche giorno fa con i consiglieri regionali campani del Movimento Valeria Ciarambino e Gennaro Saiello, che raccogliendo le istanze dei lavoratori hanno esercitato fortissime pressioni sui due ministeri entrambi i mano ai cinque stelle perché si riaprisse il tavolo. "Il mio personale ringraziamento - aggiunge Mercogliano in qualità di lavoratore Almaviva - anche all'impegno di Ciarambino e Saiello che hanno dimostrato con i fatti la loro vicinanza alla nostra vertenza".

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