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lunedì 4 novembre 2019

Tramite carceri-clan, arrestato il radicale Antonello Nicosia. Cantalamessa (Lega): confermare i decreti sicurezza per il contrasto alla mafia


Lunedì mattina è stato arrestato con l’accusa di «associazione mafiosa» Antonello Nicosia, membro del Comitato nazionale dei Radicali italiani e collaboratore del deputato Pina Occhionero eletta alle ultime politiche nelle file di Liberi e Uguali, ed approdata ad Italia Viva. Tra le varie accuse mosse dalla procura di Palermo c’è quella di aver recapitato fuori dal carcere dei messaggi provenienti da alcuni boss mafiosi con cui aveva parlato durante le visite insieme a Occhionero. La deputata, ex esponente di Liberi e Uguali, non è indagata perché, secondo la procura, non sapeva niente delle presunte attività mafiose di Nicosia.
E' inquietante l'arresto per mafia di Antonello Nicosia che definiva Matteo Messina Denaro "il nostro primo ministro" ed aveva accompagnato nelle galere siciliane anche una deputata renziana.
Parole chiare, dirette, che non lasciano dubbio ad interpretazione alcuna, quelle pronunciate da Gianluca Cantalamessa, capogruppo Lega in Commissione Parlamentare Antimafia che precisa: "le accuse sono gravissime e ci preoccupano, è un motivo in più per non abbassare la guardia e confermare i decreti sicurezza voluti dalla Lega che hanno dato nuovo impulso alla lotta contro i boss".

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