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sabato 4 gennaio 2020

Contro la nomina del nuovo presidente della Mostra d'Oltremare Rispoli e Rivellini(Fdi) presentano ricorso al Difensore Civico della Campania

Remo Minipoli è il nuovo presidente della Mostra d'Oltremare, sostituisce il presidente uscente Alessandro Nardi, che si era dimesso lo scorso 12 dicembre. Il sindaco Luigi de Magistris ha firmato nella mattina del 30 dicembre il decreto di nomina. Trentaquattro anni laurea in Scienze del Turismo alla Federico II  Minopoli ha esperienza nel sociale: ha gestito per anni, fino alla scorsa estate, il Residence “Il Castagno” ai Camaldoli, CAS convenzionato con la Prefettura per ospitare i cittadini stranieri richiedenti protezione internazionale. E ha al suo attivo, tra le altre cose, anche la collaborazione con l'associazione Caracol. Ma è anche imprenditore del by-night: tanto da vantare collaborazioni con il Cocktail Bar Block Boutique di Pozzuoli. 
Remo Minopoli, fratello di Massimo, consigliere di Municipalità Dema, il partito familistico del sindaco di Napoli  considerato vicino all'assessore ai Giovani Alessandra Clemente, ha sbaragliato una rosa di 37 candidati, tra i quali molti manager di esperienza.
Una nomina che non è andata già all'ex europarlamentare Enzo Rivellini e all'ex Presidente della Provincia di Napoli, Luigi Rispoli, dirigenti di Fratelli d'Italia che hanno presentato ricorso al Difensore civico della Regione Campania, il dottor Fortunato avverso il decreto sindacale del sindaco De Magistris avente ad oggetto la nomina del Presidente del Consiglio di Amministrazione di Mostra d'Oltremare Spa.
La nostra iniziativa, precisano Rispoli e Rivellini,  assunta nella duplice veste di cittadini napoletani e di dirigenti nazionali di Fratelli d’Italia, vuole essere una reazione ad una nomina al vertice di una società partecipata del Comune che, così come era già accaduto per ASIA, ha riguardato persone incompetenti scelte non sulla base del merito ma secondo logiche clientelari e di appartenenza politica.
Un segnale alla città che dal nostro punto di vista è soprattutto devastante nei confronti dei tanti giovani che trovano proprio nella voglia di cercare ambienti più meritocratici e che diano maggiore spazio alle capacità ed alle competenze, le motivazioni per lasciare la nostra città.
In questo caso il primo cittadino si è reso responsabile di una vera e propria presa in giro. Infatti, in data 11/11/2019, del Comune di Napoli dell’Avviso Pubblico per la presentazione di candidature e curriculum volte alla nomina del Presidente del Consiglio di Amministrazione di “Mostra d’Oltremare S.p.A.”.
I partecipanti al bando sono stati 38 e tra essi figurano persone di enorme rilievo sia per pregresse esperienze manageriale che per specifiche competenze economiche giuridiche, che certamente davano solide garanzie per guidare un ente come la “Mostra d’Oltremare S.p.A.” che, per la sua specificità, rappresenta anche una potenziale risorse per la crescita economica della città.
Ciononostante il Sindaco, dimostrando che non c’è stato alcun momento di valutazione dei curricula, con proprio Decreto n. 346/2019, ha nominato il dott. Remo Minopoli che, pur non avendo specifiche competenze, così come si rileva dal suo curriculum, può vantare un fratello consigliere di municipalità di DeMa, il movimento politico fondato da de Magistris, ed una assidua frequentazione con l’assessore Alessandra Clemente.
Non vogliamo ricorrere all'accusa banale che il dott. Minopoli è solo ed esclusivamente esperto di cocktail, così come già accaduto per l’altra miracolata, Maria De Marco, appena nominata presidente di Asìa ed esperta di dolci, ma pensiamo che lo stesso Minopoli, senza le dovute assicurazioni ricevute già a monte sulla sua nomina, con il suo curriculum avrebbe avuto vergogna di presentare la propria candidatura per una società come quella che gestisce lo spazio fieristico napoletano.
Il nostro ricorso al Difensore Civico della Regione Campania, poggia anche su solidi basi giuridiche e normative. Intanto, secondo giurisprudenza consolidata, le amministrazioni pubbliche sono tenute sempre a considerare che i prescelti per incarichi di questo tipo “devono essere individuati fra persone munite di peculiare competenza giuridico - amministrativa”.
Così come un Avviso Pubblico che invita a presentare candidature e curriculum presuppone che l’amministrazione che avvia una procedura di evidenza pubblica di questo tipo definisce e dichiari in anticipo i criteri per la comparazione dei curriculum.
Non si può, infatti, richiedere i curriculum ai partecipanti e poi dire, come ha dichiarato il Sindaco ad una emittente locale, «La Mostra in questo momento non ha bisogno di un manager, ma di competenze, professionalità, energia e voglia di mettere a profitto un luogo, che è un bene comune e che ha tirato fuori solo il dieci per cento dalle proprie possibilità».
Non c’è dubbio che il fatto che la procedura di selezione e le valutazioni di un simile Avviso Pubblico abbiano, in alcuni casi, un carattere discrezionale nella comparazione dei curricula e dei titoli, ma qui siamo in una fattispecie che supera qualunque immaginazione con un carattere di arbitrio assoluto.
Anche noi siamo convinti che l’esperienza arancione a Napoli sia ormai giunta ai titoli di coda, principalmente per le continue defezioni e fughe di consiglieri che finora hanno sostenuto irresponsabilmente de Magistris, ma di fronte a certe scelte ed allo sfascio al quale è stato condotto il Comune ci sembra del tutto naturale ambire, prima di tutto come cittadini, ad un normale funzionamento dell’ente di Palazzo San Giacomo e ad una corretta gestione economica, finanziaria e patrimoniale a fronte della forte inadeguatezza e incapacità gestionale che oggi lo caratterizza.
Il nostro appello, concludono gli esponenti di Fratelli d'Italia,  è rivolto al senso di responsabilità di quei consiglieri che ancora sostengono questa amministrazione perché compiano un atto d’amore nei confronti di Napoli e determino le condizioni per una fine anticipata di questa nefasta esperienza di governo che produce danni ogni giorno di più.

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