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sabato 8 febbraio 2020

Dopo il flop delle sardine a contendersi la piazza di Scampia restano Lega e comitati civici

Il collega Pasquale Gargano, fotografo e free lance, già collaboratore del quotidiano Cronache di Napoli ci invia un personale resoconto della mattinata di sabato trascorsa a Scampia, dove si sono svolte due distinte manifestazioni politiche: un gazebo organizzato dalla Lega Salvini Premier e l'immancabile contestazione anti razzista ed anti leghista organizzati dai comitati di quartiere.
Manifestazione alle quali hanno partecipato centinaia di persone altro che il raduno delle sardine di giovedì dove a Scampia in piazza c'erano si e no 20 persone.





La Lega e i movimenti civici di Scampia fanno un solo boccone delle Sardine napoletane. La manifestazione di oggi conclusasi con la contestazione dei leader campani del partito di Matteo Salvini a Scampia mostra come la complessa realtà politica partenopea, finirà col relegare al solo fenomeno mediatico il movimento di Santori e Co. Lega e movimenti civici del quartiere protagonisti della battaglia elettorale in vista delle prossime elezioni regionali.
L’uomo forte della lega in Campania, l’Onorevole Gianluca Cantalamessa, la Deputata Pina Castiello e altri membri della Lega sono stati contestati durante il meeting avvenuto nel quartiere di Scampia. Niente sardine, a guidare la contestazione contro i vertici della lega, i componenti dei Movimento Cantiere 167. Aria di contestazione già si respirava nel corso degli scorsi giorni, quando a colpi di comunicati, post ed appuntamenti social, i leghisti hanno annullato la propria presenza in piazza per tutelare l’ordine pubblico, rimandando la loro presenza al weekend, mentre le sardine, giocando d’azzardo hanno voluto provare a misurare la propria capacità di aggregare persone anche al di fuori del centro di Napoli, un azzardo perso miseramente. Scampia, in questi giorni si è trasformata nel principale teatro dello scontro politico tra Lega e i frammenti della sinistra campana, che in questo desolato quartiere è presente grazie alle associazioni territoriali, mentre i “branchi ittici partenopei” che vorrebbero anch’essi, come nella recente tornata elettorale tenutasi in Emilia Romagna, costituire l’ago della bilancia nell’elezioni del futuro Governatore della Regione Campania, all’ombra delle vele però hanno dimostrato di avere un ruolo del tutto marginale restando solo fenomeno mediatico. Quindi se Bologna ride, Napoli invece piange, volendo tradurre un termine molto caro a noi napoletani “ La carne si butta e il pesce va caro”, specialmente in aree periferiche dove non v’i sono palloni a spicchi e campi da basket.

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