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mercoledì 19 febbraio 2020

Napoli, terzo flop delle sardine: al raduno di Piazza Dante 300 persone

Alla manifestazione anti razzista ed anti leghista organizzata dalle Sardine, nel giorno della visita a Napoli di Matteo Salvini c'erano si e no 300 persone.
Un numero esiguo rispetto ai quasi 10 mila sostenitori che avevano assiepato la stessa piazza in occasione della manifestazione di presentazione del movimento avvenuta lo scorso mese di novembre.
Il movimento delle sardine, almeno a Napoli, perde consistenza. Infatti con il flop di ieri siamo al terzo evento con poca partecipazione popolare. In precedenza ricordiamo la manifestazione delle sardine per la pace in piazza San Domenico Maggiore dove c'erano 300 persone tra cui anche l'aspirante senatore Sandro Ruotolo, ed il flop di circa due settimana fa a Scampia, quando in piazza Ciro Esposito c'erano si e no 20 persone.
Sul palco allestito a ridosso di Port'Alba si alternano gruppi musicali e testimonianze delle vertenze della crisi del lavoro in questa regione: da Auchan alla Tirrenia, passando per la Whirpool.
A dare spiegazioni del flop è lo stesso Matteo Santori, portavoce nazionale delle sardine: credo che portare tematiche come quelle dei lavoratori e delle vertenze di varie aziende sia una cosa molto più complessa, però penso che sia anche giusto ripartire non dai grandi numeri ma dai grandi temi. E si affronterà una fase difficile, intanto perché riportare tanta gente in piazza non è sempre facile ma sappiamo di essere nel giusto nei momenti in cui invece che inseguire per forza Salvini andiamo su altri temi”. Per Santori il popolo campano ha ben chiaro che “il trasformismo non paga. Una persona che non è credibile ormai nel 2020 non riesce a ripulirsi la coscienza con un po’ di soldi su Facebook , o con un meme, un’immagine, un social media manager bravo. E questo i campani lo capiranno come lo hanno capito in Emilia Romagna. Anzi forse qua lo hanno capito molto meglio che in altre regioni d’Italia”.
Sulla possibilità di un incontro con il governatore uscente Vincenzo De Luca a Scampia in occasione del loro congresso nazionale Santori chiude le porte.
“Incontrarlo sarebbe una legittimazione, credo e ripeto che i suoi interlocutori debbano essere intanto il suo partito e poi la potenziale coalizione più allargata per capire se c’è un’intersezione di programma".

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