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giovedì 27 febbraio 2020

Rovereto, dire "Salvini in galera" è critica politica. Assolto ex consigliere Pd

Augurare la galera a chiunque è una cosa di pessimo gusto, augurarla a Matteo Salvini non è diffamazione bensì critica politica. Paola Facchini, giudice di pace di Rovereto ha assolto Paolo Mirandola, ex consigliere comunale del Partito Democratico, di professione avvocato, dal reato di diffamazione, dopo che in una seduta di consiglio comunale aveva detto testualmente: qui il collega Angeli ha indossato la maglietta "Renzi a casa". Io su questa cravatta, non si vede, ma ho scritto "Salvini in galera!". Salvini un mascalzone, un delinquente abituale per tendenza, inserito naturalmente in un discorso politico, ha radunato in piazza del Popolo il peggio del Paese, i fascisti, le Casa Pound. Io dico che è la feccia del Paese e quindi concludo dicendo: Salvini in galera!"
I fatti risalgono al 3 marzo 2015. Qualche giorno prima, il 28 febbraio, la Lega aveva tenuto una riuscita manifestazione contro il governo Renzi a Roma. In aula il consigliere leghista Villiam Angeli si tolse la giacca per mostrare una maglietta con la scritta: "Renzi a casa!" Gli rispose Mirandola. Venne querelato da Salvini, che chiedeva un risarcimento per sé di 30mila euro, e per la Lega di 50 mila. Il pubblico ministero aveva chiesto la condanna di Mirandola, a 300 euro di multa. I suoi difensori, Gianni Lanzinger e Mauro Bondi, avevano chiesto l'assoluzione, poiché l'imputato aveva reagito "ad una gravissima provocazione dei principi costituzionali manifestati nelle iniziative di Salvini a Roma nel raduno del 28 febbraio e per avere esercitato un diritto di critica e di manifestazione del pensiero garantito dall'articolo 21 della Costituzione".
Il giudice è giunto alla conclusione che si tratta di un caso di critica politica. Ed infatti cosi scrive:  "appare evidente che la critica si pone non sul piano prettamente personale, ma sul piano politico. Quello che viene criticato all'esponente dell'opposizione è il fatto di avere radunato non solo i militanti della Lega, ma anche gruppi neofascisti come CasaPound e altre associazioni estremiste di destra provenienti da altri paesi europei. Ne consegue che la questione trattata, essendo di interesse pubblico, può escludere la rilevanza penale dell'offesa, in quanto il fatto contestato al destinatario dell'invettiva acquista rilevanza pubblica e si basa su un nucleo fattuale che ha connotati sufficienti per poter trarre un giudizio di valore. Su questo punto la giurisprudenza della Corte di Cassazione è costante nell'evidenziare che la critica politica è meno obiettiva del diritto di cronaca in generale".

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