Coronavirus, mascherine a detenuti e migranti? Potenti(Lega): si pensi prima ai lavoratori di farmacie - Il Sovranista

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giovedì 12 marzo 2020

Coronavirus, mascherine a detenuti e migranti? Potenti(Lega): si pensi prima ai lavoratori di farmacie

"In queste ore così difficili, in cui ad ognuno è richiesto di fare la propria parte, un sentimento di profonda riconoscenza e sincera ammirazione va a medici, paramedici infermieri, forze dell’ordine e volontari per quanto hanno fatto, stanno facendo e continueranno a fare per affrontare quest’emergenza".
Parole chiare, dirette, che non lasciano dubbi ad interpretazione alcuna, quelle scritte, in una nota, diffusa alla stampa, dal deputato Manfredi Potenti, esponente di primo piano  della Lega Salvini Premier in Toscana che precisa: non va dimenticato, inoltre, il lavoro encomiabile dei lavoratori di farmacie e para farmacie alle prese in questi giorni con la comprensibile preoccupazione e  talvolta  il panico di clienti spaventati per la situazione.
Mi auguro che il Governo, nello stesso modo in cui sembra essersi prodigato per l’invio di 100 mila mascherine ai detenuti in rivolta, sia in grado di dimostrare la stessa solerzia nel garantire le necessarie tutele ai professionisti impegnati nelle attività sopraccitate.
 Come ha invocato giustamente in una nota il presidente di Assofarm Venanzio Gizzi, ricorda Potenti, c’è bisogno di mascherine, guanti e protezioni sufficienti a consentire a questi valorosi professionisti di poter svolgere il loro lavoro senza essere esposti  più di quanto già non lo siano, dato il particolare contesto che stiamo vivendo – a inaccettabili pericoli.
 Non un solo lavoratore di farmacie e para-farmacie deve rischiare di essere contagiato per la scarsità di dispositivi di protezione. Alla luce della recente richiesta di alcuni miei colleghi parlamentari atta a sollecitare il Viminale alla fornitura di guanti e mascherine per gli ospiti dei Centri per i rimpatri e per i richiedenti asilo, ritengo prioritario che il Governo si occupi della messa in sicurezza del personale impegnato in quelle attività che, anche laddove dovessero essere adottate ulteriori misure restrittive sul territorio nazionale, rimarrebbero esenti dal blocco totale delle attività.

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