Coronavirus, Salvini: "Certe città del Sud non hanno capito quanto è grave la situazione" - Il Sovranista

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sabato 14 marzo 2020

Coronavirus, Salvini: "Certe città del Sud non hanno capito quanto è grave la situazione"



"Non è un’influenza, è qualcosa di grave. Ci sono troppe attività ancora aperte in settori non strategici", occorre "chiudere tutte le attività che non siano di vitale importanza. Tutto il resto può fermarsi per 15 giorni per ripartire più sani e più forti". E' quanto ribadisce Matteo Salvini questa mattina su Twitter, all'indomani del nuovo bollettino fornito dalla Protezione Civile che parla di quasi 15mila contagi e 250 decessi in 24 ore.
Ospite di Canale Italia, il leader leghista ha precisato: restano aperte ancora troppe attività economiche non fondamentali come i ferramenta, le profumeria, le tabaccherie, le lavanderie. Io non capisco, in base a quale ragionamento, restano aperte, poi infine ci sono tante fabbriche che continuano l'attività in settori non strategici per l'economia nazionale.
Ai lavoratori che chiedono garanzie per il proprio posto di lavoro, finita l'emergenza sanitaria il leader leghista ha assicurato che la Lega sta lavorando in Parlamento perché ci siano le garanzie sul blocco dei mutui, degli affitti, delle cartelle esattoriali.
Al governo Conte, continua Salvini, chiediamo che chi è costretto a lavorare, al servizio dei cittadini venga messo in sicurezza. Non è possibile che Polizia, agenti, penitenziari, vigili del fuoco siano senza mascherine o che negli ospedali manchino i camici.
Per fortuna, la gravità della situazione è stata compresa dai cittadini, ma non in tutta Italia, specie in certe città del Sud. Se il virus non viene fermato o controllato arriverà in alcune regioni del Sud, dove la sanità non ha strutture come in Lombardia o in Veneto, per cui si rischia il disastro.

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