I partigiani ballano e cantano contro un nemico inesistente. L'anacronistica festa della Liberazione - Il Sovranista

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venerdì 24 aprile 2020

I partigiani ballano e cantano contro un nemico inesistente. L'anacronistica festa della Liberazione

vignetta di Carlo Alberto Paolino
di Carlo Alberto Paolino

Il 25 aprile ci sveglieremo e non troveremo l’invasore ma un paese in balia ancora di un nemico invisibile, non saranno i partigiani a portarci via ma nelle migliori delle ipotesi un’autoambulanza per cercare di salvarci la vita, e se moriremo non saremo seppelliti lassù in montagna ma inceneriti senza l’ombra di un bel fiore.
Dopo le grigliate sui terrazzi per la pasquetta, la fuga dei “non cervelli” dal nord verso il sud arriva il turno dell’Anpi, ( associazione nazionale partigiani d’Italia), che in stile Covid-19 , al contrario degli altri anni con cortei e concerti, fermati dall’emergenza sanitaria , lancia un flash mob in occassione del settantacinquesimo anniversario della liberazione. Si legge dal loro sito ufficiale le adesioni di: ARCI, CGIL, CISL, Le Sardine, PD, Confederazione italiana tra le Associazioni combattentistiche e partigiane, Unione degli Universitari, Rete degli studenti medi, Rete della Conoscenza, Istituto nazionale Ferruccio Parri, ANPPIA, Articolo Uno, Aned, Fiap, Articolo 21, Rete #NOBAVAGLIO. 
Il “gran” raduno si avrà da balconi e finestre mentre  i più fortunati che posseggono un ampio terrazzo potranno esibirsi con balli dei nobili sovietici con ulteriore invito di esporre la bandiera italiana , come se fosse una prerogativa soltanto loro. Peccato che sono arrivati secondi dato che il vessillo è già presente nelle case degli italiani dall’inizio della pandemia. L’appuntamento è fissato per le ore 15, l'ora in cui ogni anno partiva a Milano il grande corteo Nazionale e dove quattro giorni dopo nel lontano 1945 furono macabramente esposti alla folla i corpi senza vita, dopo essere stati appesi su un distributore di benzina a piazzale Loreto, i corpi senza vita di Benito Mussolini, di Claretta Petacci e di altri gerarchi ed intellettuali fascisti. Fu macelleria messicana, come sostenne Giorgio Albertazzi  una delle più importanti figure del teatro italiano del noveceento, nel corso di una intervista rilasciata al Fatto Quotidiano.
Ma i nuovi “partigiani”, dato che la maggior parte di essi sono passati a miglior vita e al giudizio Divino per età anagrafica, continuano sensibilizzando le associazioni, i sindacati, i partiti e tutti quei movimenti che si riconoscono nei valori e principi della resistenza. A conclusione del programma , invece del solito palco ci sarà il Coro dell'Antoniano in streaming con i versi di “bella ciao” … saranno contente le sardine … una cosa però è certa: spenderanno meno soldi rispetto a quelli che  lo stato gli accredita nelle loro casse rosse.


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