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mercoledì 8 aprile 2020

Mazzella Del Gaudio quattro chiacchiere in libertà al tempo del Covid 19

L'ottimo Antonio Mazzella, prezioso collaboratore del blog, ha intervistato il dottor Pio Del Guadio, ex sindaco di centro destra di Caserta, arrestato per camorra nel 2015 ed ingiustamente detenuto in carcere per 11 giorni risultato estraneo alla vicenda e per questo risarcito con poco più di 2000 euro.
Quattro chiacchiere virtuali, rispettando le disposizioni previste dalla pandemia, con Pio Del Gaudio, sul suo libro Guai a chi ci capita edito da Giuseppe Vozza editore di cui consiglio una attenta ed approfondita lettura, sospeso fra impegno istituzionale, passione politica e vicende giudiziarie.

Quattro chiacchiere virtuali con Pio Del Gaudio, sul suo libro, sospeso fra impegno istituzionale, passione politica e vicende giudiziaria
di Antonio Mazzella




Quello che è il tuo curriculum vitae professionale, anche ad uno sguardo appena superficiale, appare comunque congruo, anzi eccellente, ma si può dire che la politica sia stata una passione non ricorrente, bensì costante, nella tua vita?
In effetti, presentai la mia prima Candidatura in una lista Civica nell’anno 1993; fui poi Amministratore Comunale della Città di Caserta dal Novembre 1997, con ruoli ed incarichi diversi, ognuno dei quali ha contribuito, con le esperienze acquisite nello specifico, anche in base alle difficoltà incontrate, affrontate, e via via superate, alla mia formazione in un ambito squisitamente politico, eppure multiforme.

Da più parti ti viene riconosciuto che, con pazienza e perseveranza, con dedizione e costanza, con entusiasmo e tenacia, hai saputo ricoprire molti, e diversi, incarichi istituzionali, ma quali fra questi ritieni abbia potuto, in qualche modo, aiutarti in questo tuo personale percorso di crescita politica ed istituzionale?
Fin da quando sono stato componente dei gruppi consiliari con vari incarichi, anche i meno prestigiosi, a prescindere che siano stati amministrativi, tecnici o prettamente politici, a quando poi ne ho ricoperti altri, più rappresentativi, ognuno ha rappresentato un momento, certo rapportato proporzionalmente, ma comunque irripetibile ed irrinunciabile, di crescita personale, oltre che politica ed istituzionale, per me.

Sei stato vicepresidente di commissione urbanistica (dal 1997 al 2002); assessore alle attivita’ produttive, sviluppo economico e tributi (dal 2002 al 2005); componente (dal 2003 al 2005) del Consiglio Direttivo Nazionale e Regionale  A.N.C.I. (Associazione Nazionale Comuni Italiani); presidente del consiglio comunale (nel 2006 e 2007); presidente commissione consiliare Attivita’ Produttive (dal 2002 al 2005) e Speciale di Controllo “bilancio“ (dal 2007 al 2011); tutto questo prima di essere eletto Sindaco della Città di Caserta, (dal 17 Maggio 2011 al 3 Giugno 2015), e poi, dopo una brutta vicenda giudiziaria dalla quale, peraltro, sei uscito assolutamente riabilitato,  hai avuto la soddisfazione di essere candidato al parlamento, nel 2018 con Forza Italia nel Collegio Proporzionale CASERTA 2. Indubbiamente è un curriculum politico che ti ha dato molte soddisfazioni, qualche riflessione in proposito?
La candidatura al parlamento,  in verità, fu frutto più di un allineamento alla disciplina di partito, che me la chiedeva con determinazione, che ad ambizioni in tal senso, o malaccorte velleità di elezione, con una legge elettorale che premia, invece, posizioni di lista assegnate secondo logiche “romane”.
Invece  l’elezione a Sindaco del Capoluogo, come hai voluto ricordare, è stato un successo costruito nel tempo, particolarmente gratificante anche sotto l’aspetto più personale ed umano, che però potrei dire di aver pagato ad un prezzo troppo alto, per la passione politica che mi aveva condotto fin lì, soprattutto per quella vicenda giudiziaria cui tu accenni con un garbo di cui ti sono grato, ma che è stata drammatica ed ha lasciato il segno, purtroppo.


Pio, hai scritto un libro sulla tua vicenda giudiziaria. Posso chiederti, visto che non potevi non essere emotivamente coinvolto, come hai affrontato l’argomento, con che approccio?
In effetti, mi diletto di scrittura, tanto quanto mi piace leggere, e sono un giornalista iscritto all’ordine; in questa veste, pur senza spersonalizzarmi dall’esperienza di vita di cui andavo a narrare,  ho affrontato il tema cercando di restare oggettivamente imparziale, benchè sia innegabile che l’arresto, la carcerazione preventiva e tutto quello che accade successivamente, prima della chiusura dei processi o delle archiviazioni, come ho avuto modo di raccontare, determina conseguenze inenarrabili nella vita delle vittime innocenti. Ancora più’ devastanti sono gli effetti su chi è arrestato per camorra. Così è stato, per esempio, nel mio caso.


Come mai hai deciso di trarre un libro dalla tua vicenda giudiziaria?
Forse l’unica vera, reale, motivazione, è stata quella di trasmettere agli altri, in una sorta di atto dovuto, la conoscenza della vicenda per come è realmente andata, con l’amarezza e le ombre dei suoi risvolti più dolorosi, rendendo consapevole il lettore di quanto possa accadere, a chiunque, se una spinta del fato, o uno sgambetto, più o meno volontario, di qualche emissario della malasorte, ti fa cadere in un cono d’ombra, che può celare un crepaccio carsico, o solo una buca profonda, dalla quale, in un modo o nell’altro, riuscirai ad uscire, sia pur non senza conseguenze traumatiche per te, per i tuoi cari.

Da qui, dunque, la scelta del titolo, “ GUAI A CHI CI CAPITA”?
Sì, in effetti questo titolo è stato voluto fortemente, proprio ad evidenziare fin dalla copertina quel che poi, in corso di lettura, apparirà via via sempre più chiaro, e cioè come potrebbe, appunto “capitare” più o meno a chiunque, una tale situazione, come è “capitata”, appunto, a me. Io Sindaco, sarei stato considerato camorrista senza ( sapere di ) esserlo...ecco, ho sentito nel profondo l’esigenza di testimoniare cosa accade ad una persona perbene che ha, o forse aveva, ed ha pagato a caro prezzo, la passione per la ”sana” politica, intesa come interesse per la polis.


Potresti offrirci, in una sintesi estrema, un’anticipazione di quel che narri?
Racconto di una persona che un bel giorno viene arrestata, in sintesi, appunto, solo perchè è di centro destra, rappresenta un’istituzione cittadina importante, e viene dunque equiparato ad un “colletto bianco” che, per qualcuno poco incline a considerare i fatti con il filtro dell’imparzialità e del Diritto, per la sua sola appartenenza politica, non può non essere ritenuto complice e connivente di realtà legate alla delinquenza organizzata, tanto più nella nostra amatissima Città di Caserta, troppo spesso malgiudicata a prescindere da riscontri concreti, per antichi pregiudizi, difficili da estirpare.


Quindi, Pio, per  delle illazioni che trovano sponda in elucubrazioni mentali, che generano dubbi, che inducono a compiere atti senza neanche approfondire la ricerca, se non di prove, (in questo caso, naturalmente, inesistenti), almeno di qualche indizio che spinga nella direzione, evidentemente, voluta, può “capitare” ad un innocente di incorrere in un arresto con accuse così pesanti?
In effetti, mi ritrovo a chiedermelo io stesso, a volte, ma a me, è capitato. Purtroppo.
E, come recita il titolo di questo libro, “Guai a chi ci capita”.

A beneficio dei Nostri Lettori, puoi accennarci se hai in programma nuove iniziative politiche da perseguire in prima persona, per il futuro?
La passione è qualcosa di irrazionale, ma quella per la politica, per la polis, non avrebbe dovuto mettere a repentaglio, sia pure per un mero errore giudiziario altrui, quand’anche non fosse stato, come temo, indirizzato e veicolato dal pregiudizio, gli equilibri affettivi dei miei cari, che sono quelli che maggiormente hanno risentito di quella vicenda giudiziaria che mio malgrado mi ha visto protagonista.
Mi scuserai se ribadisco un concetto già espresso, ma repetita juvant, quella vicenda ha lasciato un segno, purtroppo indelebile, mi ha umanamente prostrato oltre ogni dire, ha seriamente leso la mia immagine, ha danneggiato in maniera irreparabile decenni di impegno professionale, ma soprattutto, ha portato sofferenza immeritata alla mia famiglia. Ecco perché, al momento, intendo dedicarmi, innanzi tutto alla mia Famiglia, ed all’attività professionale, lasciando che questo mio amore per il territorio, si esprima restando nei margini dell’impegno sociale, culturale e del volontariato.

E, dunque, quei progetti, quelle riqualificazioni, le sinergie per la città, che erano in itinere?
Altri li seguiranno, se vorranno, sostenuti dall’impegno di partiti, magari confortato anche da quello dell’associazionismo più attento e legato alle reali esigenze del territorio, per esempio un progetto per il Belvedere di San Leucio, (che avrei visto caratterizzato dalla valorizzazione che compete ad un sito UNESCO, con musei, sale di lettura, biblioteche, con attività commerciali ridotte, ed in ogni caso volte a polarizzare ed incrementare visite turistiche), oppure la riqualificazione (meglio sarebbe se realizzata in sinergia pubblico/privato) della zona Cerasole-167, o anche la definizione di una destinazione d’uso dell’Area MACRICO, (che avrei personalmente optato perché fosse prevalentemente verde, come da delibera dell’aprile 2014, ma non solo, e comunque in collaborazione con l’Ente proprietario).

Avresti voluto fare qualcosa in più, che non ti è riuscito di portare a termine, nella Città di Caserta?
Avrei voluto dare seguito all’individuazione di esperti di marketing, ma soprattutto dirigenti attenti alle esigenze del territorio, e consapevoli  di dover supportare in qualche maniera, una riconversione del flusso turistico, altrimenti “mordi e fuggi”, per esempio anche solo lasciando aperto il varco di ingresso principale, della Reggia, e consentire l’uscita su Via Giannone.
In modo tale da creare delle dinamiche economiche che vadano a sostenere ed implementare le attività commerciali in città, e che potessero rappresentare la punta avanzata del modello di un riscatto sociale del territorio stesso, sinergico fra gestione di siti monumentali, o paesaggistici che siano, e sviluppo del commercio nelle zone limitrofe, anche con piani traffico e cura del verde, finalizzati ad indurre una piacevole, prolungata, permanenza, in loco.

Se un suggerimento ti fosse richiesto, ed uno soltanto, da offrire agli amministratori del Comune, per rilanciare la qualità della vita, nella città di Caserta, per quale delle tante iniziative accennate preponderesti, o quale altra proporresti?
Credo che l’obiettivo principale da aggiungere in un’agenda politica che, in ogni caso, dovrebbe essere necessariamente piena e ben articolata, sia ricondurre Caserta ad una ritrovata stabilità, necessaria base di sviluppo futuro, tanto economico che sociale.
E questo non può avvenire con una situazione quale quella attuale, attraverso megaprogetti improponibili senza risorse o improbabili libri dei sogni, ma andrebbe costituito uno staff finalizzato all’individuazione ed alla gestione di risorse europee, quelle sì, accessibili, malgrado il dissesto in corso.
A questo proposito, francamente, mi sento di dire che, se ce ne dovesse essere l’opportunità, per l’amore che nutro per la nostra città e la nostra gente, ben volentieri metterei a disposizione quelle che sono le mie competenze specifiche e la mia professionalità,  e farei anch’io, nel mio piccolo, a latere, la mia parte.


Non ne dubito, Pio, anzi ne sono certo. D’altronde, so che anche in questo momento stai E facendo “la tua parte”, già da prima che questa pandemia fosse acclarata come tale, e scoppiasse l’emergenza sanitaria che ci ha costretti ad una quarantena, per ragioni di opportunità e privilegiando l’interesse pubblico, hai rinunciato a qualche presentazione già programmata, del tuo libro, anche in città, mostrando rispetto per gli altri, prudenza e senso civico.
Ci sarà tempo, certo, per questo genere di iniziative, al momento è necessario riguardarsi e riguardare anche gli altri, tenere alta la guardia, e sperare che ques’emergenza non allarghi il disagio sociale, fino ai livelli di guardia che, invece, purtroppo, sembrano ormai vicini ad essere pericolosamente superati. Confidiamo nella misericordia divina, in un comune buon senso, nei protocolli sanitari e nella collaborazione di tutte le parti politiche di un Paese responsabile e civile.

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