Scarcerato ergastolano per paura di contagio. Fratelli d'Italia presenta interrogazione al ministro Bonafede - Il Sovranista

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lunedì 6 aprile 2020

Scarcerato ergastolano per paura di contagio. Fratelli d'Italia presenta interrogazione al ministro Bonafede


"E’ incredibile che siano stati concessi gli arresti domiciliari ad A.S, ergastolano di 67 anni, condannato per associazione mafiosa, estorsione e omicidio, sul presupposto astratto del rischio di contagio da coronavirus che, attualmente, corrono tutti gli italiani.
Si tratta di un precedente gravissimo che offende le vittime della mafia e le Forze dell’ordine che, mettendo a repentaglio la vita, tutti i giorni sono impegnati in prima linea nel contrasto alla criminalità organizzata".

Parole chiare,dirette, che non lasciano dubbi ad interpretazione alcuna, quelle pronunciate da Andrea Del Mastro, Giovanni Donzelli, Carolina Varchi e Wanda Ferro, deputati di Fratelli d'Italia in una nota, diffusa alla stampa.
Gli esponenti del movimento politico guidato da Giorgia Meloni hanno già depositato un'interrogazione e si sono appellati al Ministro della Giustizia Bonafede, ricordando che erano stati facili profeti quando criticavamo le misure troppe lassiste e indulgenti contenute nel D.L 18/2020 a favore dei detenuti.
Il Ministro deve comprendere che, anche se questa scarcerazione non è effetto diretto dell’art. 123 D.L. 18/2020 che prevede una sorta di detenzione domiciliare agevolata per fronteggiare il coronavirus, certamente questi sono gli effetti indiretti e anche non voluti, ma prevedibili di provvedimenti che allargano le maglie delle misure alternative alla detenzione sul presupposto della diffusione del coronavirus. 
Il Ministro, precisano i deputati di Fratelli d'Italia ripensi immediatamente le misure, dia un immediato segnale, annunci il ritiro di un provvedimento che, anche oltre i limiti previsti, ha un effetto svuota carceri di cui l’Italia non ha certamente bisogno. E’ un atto dovuto nei confronti delle vittime di mafia, dei parenti delle vittime, delle Forze dell’ordine che ogni giorno fronteggiano la criminalità organizzata, della polizia penitenziaria che non gode di eguale considerazione e attenzione per il rischio di contrarre in carcere il coronavirus. L’unica misura utile in questo momento, secondo gli esponenti sovranisti, sono i tamponi da eseguire a tappeto su personale e detenuti oltre alla fornitura di DPI”.

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