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domenica 3 maggio 2020

A Parma la protesta delle mascherine tricolori. In cento fuori il piazzale dello stadio Tardini

A Parma la protesta delle mascherine tricolori

Nel pomeriggio di sabato 2 maggio un centinaio di cittadini parmensi sono scesi in strada, "armati di mascherine tricolore" nel piazzale antistante lo Stadio Tardini per dare vita ad una protesta civile, pacifica, determinata.
Nel pieno rispetto delle distanze, con la volontà di non mettere a rischio la salute di alcuno.
Le mascherine tricolore, come amano definirsi, sono scese in piazza per compiere un atto di libertà consapevoli che nonostante il clima di terrore instaurato nel Bel Paese esistono degli italiani che non si arrendono e per ribadire che questa situazione è figlia degli errori di chi governa, non certo dei cittadini che, fino ad oggi, sono stati ligi alle leggi comportandosi in maniera esemplare.
Il senso di questa manifestazione delle mascherine tricolori ci viene chiarito, con maggiori dettagli, da una nota, diffusa dagli organizzatori, che riportiamo volentieri.


La colpa dell’emergenza sanitaria è di una politica che in questi anni ha chiuso gli ospedali, ha ridotto i posti in terapia intensiva, ha distrutto la produzione nazionale. Se non si fanno abbastanza tamponi, se mancano i ventilatori polmonari, se ai nostri medici in prima linea mancano le mascherine è forse colpa nostra? Chi è che per mesi ha minimizzato? Chi è che si è mosso con colpevole ritardo? Chi è che a gennaio andava in tv a dire “siamo prontissimi”?
Siamo forse noi a infrangere la legge? No! Sono piuttosto gli ormai famigerati Dpcm a essere illegittimi, atti amministrativi in nome dei quali è stata sospesa la Costituzione, limitando la libertà di movimento di 60 milioni di italiani. Folle è dare la caccia, con tanto di elicotteri, alle persone che portano il cane in spiaggia. Folle è sguinzagliare i droni nei parchi contro i runner. Folle è istigare il popolo alla delazione, a fare la “spia” al vicino.
A questo ci avete portato. Ad una dittatura sanitaria che sembra uscita da un film di fantascienza, ad aspettare la diretta Facebook di un premier che ci riempie di cazzate e ci tratta come bambini. E in tutto questo milioni di italiani ancora non hanno visto un euro. Dove sono le misure a sostegno dell’economia? Qui sul piatto ci sono solo nuovi debiti! Debiti che l’Italia avrà con l’Europa una volta attivato il Meccanismo Europeo di Stabilit. Debiti per le imprese, alle quali è stato “gentilmente concesso” di chiedere soldi in prestito alle banche. Niente stop alle tasse, niente soldi a fondo perduto. Solo altri debiti!
Chi avrà il coraggio di ripartire in queste condizioni? Quanti commercianti avranno ancora la forza di tirare su la serranda una volta terminata l’emergenza? Chi garantirà i lavoratori, ai quali ancora non è arrivata la cassa integrazione in deroga? Dove sono i soldi per quei milioni di lavoratori autonomi che ancora aspettano il bonus Inps? Dov’è il sostegno alle fasce più deboli della popolazione, ai lavoratori in nero, ai disoccupati?


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