Emanele Tesauro: ad Arcadia 2020 gli Hobbit cantano l'identità europea - Il Sovranista

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domenica 31 maggio 2020

Emanele Tesauro: ad Arcadia 2020 gli Hobbit cantano l'identità europea

Gli Hobbit non li sentirai mai su Radio Dimensione Suono, non li vedrai mai su Mtv, non suoneranno mai al centro sociale Leoncavallo ma da 24 anni a questa parte costituiscono una delle più importanti band del cosiddetto rock nazionalista.
Il 15 febbraio del 1996 6 ragazzi, animati da un forte spirito nazionalista, varcano la soglia di una sala di registrazione per dare vita al loro primo lavoro discografico, un vinile denominato Incipium. Fuoriusciti dal Fronte della Gioventù, organizzazione giovanile del Movimento Sociale Italiano, hanno trasferito in musica gli ideali e la passione della loro esuberante gioventù.
Gli Hobbit, a distanza di 20 anni, sono una realtà della musica alternativa italiana, con 5 cd all’attivo, decine di concerti, in Italia ed anche all’estero, 2 vinili, 1 dvd, diverse partecipazioni a compilation.
Per questo motivo, dal punto di vista musicale saranno tra i protagonista di Arcadia 2020 evento online organizzato dai principali organi di informazione di impronta sovranista e identitaria.
Prima del concerto di domenica 30 maggio intervisto Emanuele Tesauro voce degli Hobbit.
Una canzone vale più di mille manifesti affissi, cosi diceva un noto frontman inglese alla fine degli anni 80, per gli Hobbit è davvero cosi?
Una canzone vale più di mille volantini assolutamente si. Per noi che a causa dei nostri testi impegnati siamo censurati ed ignorati dal main stream, resta forte la fede nel potere della musica. La musica rappresenta per noi un grimaldello per scardinare quel muro di gomma che ci é stato costruito intorno e per arrivare così nelle case di quegli italiani che altrimenti non avrebbero modo di conoscerci se non attraverso articoli distorti della cronaca nazionale

Ad Arcadia 2020, il primo evento on line organizzato dai principali organi di informazione sovranista che musica proporrai al pubblico virtuale?
 Proporrò sostanzialmente delle canzoni del gruppo di cui sono la voce:gli hobbit. Dopo 25 anni di attività molte nostre canzoni sono entrate nel patrimonio comune dei giovani patrioti del 2000, proprio come la canzoni della musica alternativa avevano fatto con la nostra generazione.

Durante questa pandemia, sei stato promotore di diversi concerti live che hanno avuto un discreto successo in termini di pubblico grazie al principale social network e alla diretta di Radio Bandiera Nera. Ci può spiegare il perché di questa tua scelta e ci puoi dire quanto ti manca il contatto con il tuo pubblico?
Più che pandemia preferisco parlare di fermo coatto (al posto dell 'inglesismo lockdown). Durante questa quarantena proprio per non perdere il contatto con la nostra gente abbiamo dovuto fare di necessità virtù e così ci siamo attrezzati, grazie ad una idea de La Vecchia Sezione, con una serie di iniziative da casa. Sinceramente non mi sarei mai aspettato che la mia prima esibizione in straming fosse seguita in diretta da oltre mille persone mentre su radio bandiera nera gli ascoltatori sono stati diverse migliaia. Un successo che deve farci capire l importanza di dare anche nuovi supporti alla nostra musica per farla arrivare sempre più lontano. Poi é ovvio che il contatto con la gente, le emozioni un concerto non sono paragonabili a niente altro ed anche per questo bramiamo dalla voglia di poter tornare a suonare le nostre canzoni dal vivo.
Tra i temi trattati da Arcadia 2020 c'è senza ombra di dubbio quello della libertà e della sovranità oltre che quello dell'Europa. Hai cantato e canti Ragazzo dell'Europa. Quale è la tua idea di sovranità e di Europa?
Come hobbit siamo stati tra i primi gruppi identitaria a cantare l'Europa in ogni sua forma, dal Mito fino all'Europa delle Nazioni e dei popoli. Oggi questo aspetto é ancora più necessario proprio per la confusione che si é creata nella testa della gente che grazia all'abuso del termine da parte di burocrati e tecnocrati viene percepita come una nemica dei popoli. Non bisogna confondere L'Europa dei mercanti di Bruxelles con l'Europa dei popoli uniti da tradizioni, dalla storia, dalle comuni radici. Per questo motivo più che di sovranismo parlerei di identità europea o di europeismo radicale, con riferimento alle comuni radici.



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