Il requisito della residenza anagrafica discrimina tanti calabresi. Italia del Meridione contesta l'ordinanza del governatore Santelli - Il Sovranista

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domenica 3 maggio 2020

Il requisito della residenza anagrafica discrimina tanti calabresi. Italia del Meridione contesta l'ordinanza del governatore Santelli

La Presidente Santelli, con ordinanza n. 38 del 30 Aprile 2020, consente il rientro in Calabria dei soli cittadini calabresi che, pur studiando o lavorando in altre Regioni d’Italia, abbiano mantenuto la residenza in Calabria. Non importa, dunque, se nella nostra Regione abbiano famiglia o domicilio, purché abbiano quel solo requisito insulso, formale, a volte puramente fittizio, della residenza anagrafica. Così accade che, ad esempio, se due coniugi calabresi si trasferiscono – anche temporaneamente – in Lombardia per lavoro e solo uno dei due (per i più svariati motivi, spesso burocratici)ha trasferito la propria residenza in Lombardia, uno dei due può tornare in Calabria e l’altro no.
Così accade che, ad esempio, se il coniuge che scende in Regione ha più abitazioni egli è costretto a recarsi dove ha la residenza anagrafica pur avendo figli, marito/ moglie, o effetti personali in un’altra abitazione. Così accade ancora che se uno studente fuori sede ha trasferito la propria residenza nella Regione in cui Studia non può ricongiungersi alla propria famiglia. La politica è ormai scevra di logica, razionalità, ragionevolezza; al giorno d’oggi vuol ragionare sui numeri ma sragionando.
 La politica ha dimenticato che il suo compito è tutelare la persona, come singolo e nelle formazioni sociali in cui si forma la sua personalità; il suo compito è tutelare anche la famiglia. 
La Governatrice poteva consentire il rientro anche di chi in Calabria dichiara un domicilio così che – riportando le parole di un coniuge calabrese con la sua dolce metà in Lombardia – “si sarebbe potuto eleggerlo là dove ti porta il cuore…”. Non è romanticismo, non sono solo parole, è la vita, è il senso pratico, è l’essenza dell’umanità che la politica non dovrebbe mai dimenticare. Sarebbe stato auspicabile realizzare quanto proposto al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte e alla Governatrice Santelli, già a metà Marzo, dalla Federazione Italiana Circoli Calabresi, con sede a Milano; la proposta prevedeva un noleggio di 7 convogli Freccia Rossa 500 che sarebbero partiti dalla stazione centrale di Milano, uno o due al giorno, per 300 posti con distanziamento sociale. Prima della partenza un laboratorio privato di medicina del lavoro di Milano avrebbe eseguito i tamponi a pagamento con esito in 24 h. Il tutto mediante convenzione tra Regione Calabria, Trenitalia e Laboratorio di analisi. L’attuazione di tale proposta, propugnata e sollecitata più volte anche dal segretario regionale IDM Nicodemo Filippelli, avrebbe consentito un rientro controllato e sicuro nella propria Regione. Oggi oltre 1.000 calabresi hanno già prenotato il loro rientro a decorrere dal 4 Maggio e si risponderà, inevitabilmente, con l’improvvisazione. Restiamo, comunque, calmi. Qualcuno dice che il covid ci cambierà, ci renderà più buoni, socievoli, amorevoli, con voglia di abbracciarci. Sarà forse così; per ora la gestione del covid ci ha resi cinici, affamati, con alcuna voglia di socialità e con la certezza che anche una emergenza sanitaria può diventare una misera attività di raccattaggio voti.

Avv. Patricia Biagina Polillo Coordinatrice IDM Presila 

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