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venerdì 15 maggio 2020

Meloni-Salvini: con il Decreto Ritardo il governo Conte scherza con il fuoco

di Carlo Alberto Paolino


Mentre il Presidente del Consiglio dei ministri della Repubblica Italiana Giuseppe Conte in conferenza stampa illustrava i contenuti del sospirato decreto “rilancio” composto da ben 500 pagine , la Bellanova in lacrime nel riferire la normativa sulla regolarizzazione dei migranti: "Lo Stato per la prima volta più forte del caporalato" riportando alla mente un film del grande Totò “ siamo uomini o caporali”, la scarcerazione di famosi Boss della malavita concedendo i domiciliari per via dell'emergenza coronavirus senza l’ausilio dei famosi “braccialetti” fantasma tanto annunciati dal ministro della Giustizia, la liberazione di Silvia ricevuta in pompa magna con tanto di passerella a Ciampino di Conte e da Di Maio con giornalisti “assemblati” per immortalare lo scoop di una ragazza ritornata in patria tenuta in ostaggio per 18 mesi da un gruppo terroristico jihadista sunnita di matrice islamista attivo in Somalia, ( al-Shabab ), pagando un riscatto con soldi pubblici che probabilmente saranno  usati per acquistare armi esplosive magari anche contro militari italiani a Mogadiscio subito dopo il recupero della connazionale. Passa in second’ordine quella che alcuni chiamano “la strage silenziosa”, piccoli imprenditori e uomini “comuni” che si sono indebitati per far fronte ai tanti problemi quotidiani, a non far mancare alla propria famiglia almeno i beni di prima necessità.
Il paese Italia non ancora ripresa dalla crisi del 2012 con le sue manovrine dettate da un governo “tecnico”, per poi essere travolta dal corona virus non ha di certo davanti a sé un periodo roseo, diversi studi segnalano migliaia di suicidi legati a motivazioni economiche prevalentemente di imprenditori per poi turbare anche disoccupati ancora in attesa degli aiuti annunciati dal governo circa 3 mesi fa.
Quindi nulla vale il discorso di Conte, in particolare nel dire di aver impiegato “un pò di tempo”, un tempo dovuto a ritardi “burocratici” che è costato vite umane.
Il leader della Lega Matteo Salvini ripropone una “rivoluzione fiscale” con la flat tax al 15%, ironizzando sulle 500 pagine soffermandosi sulla “fase due” concorde che la salute va al primo posto ma con regole chiare e con seri aiuti agli imprenditori che oltre ad avere avuto un aiuto di 600 euro , non ancora ricevuti da tutti, serviti forse al pagamento di un bolletta della luce. Concorde Giorgia Meloni di Fratelli D’Italia che più che “rilancio” lo definisce come “decreto ritardo” accusando il governo di chiudersi litigando su questioni secondarie senza far sapere nulla alle opposizioni anche se esse sono state determinanti per l’erogazione dei 55 miliardi.
Gli italiani intanto aspettano sperando che i loro sacrifici e le loro tasse pagate per l’intera “amministrazione” sia ricambiata in questo periodo di emergenza.

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