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venerdì 8 maggio 2020

Napoli, infermiera violentata. Cantalamessa: che pensano i ministri Bellanova e Lamorgese?

di Carlo Alberto Paolino

Il  ministro Lamorgese riaprendo i porti consente di nuovo l'approdo di migranti nel nostro paese, noncurante della pesante crisi economico sanitaria che vive l'Italia, il ministro Bellanova minaccia le dimissioni se non saranno regolarizzati 600 mila immigrati. Queste sono le priorità per i due ministri del governo delle 4 sinistre del premier Conte.  Chissà cosa pensano invece dell'infermiera quarantanovenne abusata da un senegalese in pieno giorno mentre era su una panchina, in attesa dell'autobus per rientrare a casa, dopo una giornata di lavoro?
La donna, infatti, aveva finito il proprio turno di lavoro, in una struttura ospedaliera della città ed aspettava l'autobus per Avellino per tornare dai suoi cari. Un angelo, un super eroe  come rappresentata dallo street artist di Bristol Banksy.
Gianluca Cantalamessa deputato campano della Lega in un comunicato stampa interviene sull’accaduto "Orrore a Napoli”. Un senegalese ha violentato un'infermiera, una donna in prima linea contro il Covid. Un fatto di inaudita gravita'. E invece il governo pensa a regolarizzare 600 mila clandestini. Cosi' come De Luca ad avviare al lavoro 20mila immigrati". "Ecco i frutti del buonismo della sinistra, - continua il deputato - che tutela chi non rispetta le regole. Da anni denunciamo lo stato di degrado e di abbandono in cui versa la zona di Piazza Garibaldi, del Vasto e della stazione centrale. La rinuncia dello Stato a far rispettare le regole in questa parte di città sotto scacco di clandestini che spacciano, si ubriacano e stuprano ha responsabilità anche politiche ben precise". Nessuno parli di incidente. 

  • A fargli eco l’avvocato Simona Sapignoli segretaria cittadina della Lega-Napoli, ricordando che già nel 2018 presentò un esposto alla Procura della Repubblica sul degrado e il pericolo per la sicurezza pubblica nella zona tra il Vasto e Porta Capuana ritrovo di numerosi cittadini extra-comunitari per il consumo e la vendita di alcolici. Evidenziando in tempo di “Pandemia” il non uso di mascherine e il non rispetto delle regole dettate dall'Organizzazione mondiale della Sanità.

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