Dalla quadra sulle regionali Salvini esce ammaccato - Il Sovranista

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domenica 21 giugno 2020

Dalla quadra sulle regionali Salvini esce ammaccato


Alea iacta est. Il dado è tratto. Manca solo il comunicato ufficiale. Dopo mesi di lunghe trattative ed infiniti vertici il centro destra, salvo colpi di scena dell'ultima ora, sempre possibili, ha trovato la quadra sulle candidature in vista delle prossime elezioni regionali previste per  domenica 20 e lunedì 21 settembre.
La svolta la troviamo nelle parole di Matteo Salvini: l'accordo è a portata di mano. Sto lavorando ad un'intesa complessiva. E da leader del primo partito della coalizione sono pronto a fare un passo indietro, se sarà necessario. Pur di trovare una sintesi. Il leader della coalizione sono io.
Sulla questione regionali 2020 interviene Silvio Berlusconi, leader indiscusso di Forza Italia che ricorda a se stesso ed agli alleati che l'accordo è fatto da mesi (novembre) e non ci sono motivi per cambiarlo.
Con mesi di ritardo, che potrebbe influire sull'esito del voto in alcune regioni, Campania e Puglia in primis, la Lega fa un passo indietro e da il via libero a Raffaele Fitto in Puglia, Francesco Acquaroli nelle Marche, in quota Fratelli d'Italia, Stefano Caldoro, in Campania in quota Forza Italia ed ottiene l'ok alla candidatura di Susanna Ceccardi, euro deputata del Carroccio in Toscana e la conferma che al momento è lui il leader della coalizione di centro destra, in quanto leader del partito con maggiori voti.
Da questa estenuante trattativa per le regionali 2020 Salvini conquista una vittoria dimezzata. Se ancora leader del partito elettoralmente più forte sarà candidato a premier della coalizione ed ottiene la candidatura in Toscana, regione difficile da espugnare per il centro destra per Susanna Ceccardi.
Perde la sfida con Fratelli d'Italia e Forza Italia per l'eventuale conquista di un governatore in una delle due regioni meridionali chiamate al voto.
La sua strategia politica, almeno in Campania, ha depotenziato il candidato governatore Stefano Caldoro, che prima dello scoppio pandemia, sondaggi alla mano, era in netto vantaggio sull'uscente Vincenzo De Luca, ha fatto scappare possibili alleati come Mastella e De Mita e con loro candidati centristi da migliaia di voti di preferenze.

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