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martedì 30 giugno 2020

Mondragone: a contestare Salvini c'erano tutti tranne i locali

di Carlo Alberto Paolino

Mondragone e Castel Volturno comuni della fascia costiera della provincia di Caserta rappresentano, senza ombra di dubbio, due importanti avamposti dal punto di vista elettorale per la Lega. Infatti alle scorse elezioni europee del 26 maggio a Castel Volturno la Lega conquistò il 28,09% dei consensi mentre a Mondragone la Lega fece ancora meglio: il 30,14%.
Un successo clamoroso, inaspettato, che non poteva non dare fastidio alle forze della cosiddetta sinistra antagonista, anti razzista, anti fascista, anti leghista, quelli che dicono pensa come vuoi ma pensa come noi.
Ed infatti alla prima occasione possibile, la visita del leader Salvini, in quel di Mondragone, in un torrido lunedì di inizio estate c'è stata l'immancabile contestazione alla Lega ed al suo leader. Una contestazione vivace nei contenuti, forte, che ha prodotto la fine anticipata del comizio leghista. Un comizio davvero da Guiness dei primati: 2 minuti e pochi secondi.
Ma  chi sono i contestatori? Cittadini di Mondragone e dei paesi limitrofi? No... tranne pochi e rari casi.
 Ci sono quelli di Potere al Popolo, i sindacalisti dell'Unione Sindacale di Base, da Napoli sono giunti quelli di Insurgencia, guidati dall'elegante e raffinato Raniero Madonna, l'unico resistente alle temperatura torride, giunti a Mondragone grazie ai navigatori satellitari delle loro automobili, per contestare un leader di partito.
Mica per rendersi conto delle condizioni di vita di questi cittadini della provincia di Caserta? 
oppure di una terra scossa  conto di una terra scossa dal focolaio di Corona virus, abbandonata al suo triste destino da oltre un ventennio, dalle classi dirigenti, di centro destra e cento sinistra succedutesi nel tempo.
Le modalità di contestazione, come ogni manifestazione della Lega che si rispetti, sono identiche: il classico striscione con il nome del comune, in questo caso Mondragone che non si Lega ( poi la Lega prende il 30,14% ma è un'altra storia), i classici adesivi con  Salvini a testa in giù che rievocano la macelleria messicana di Piazzale Loreto, il classico coro per cui siamo tutti anti fascisti anti razzisti e anti leghisti.
D'altronde l'articolo 21 della costituzione cita : tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.
Quelli fuori concorso sono i meridionalisti identitari che accusano il leader leghista di una situazione che nel casertano dura da anni e anni. Sono gli stessi che hanno votato i tanti paladini del sud di centro e di sinistra che non sono stati in grado di amministrare questa terra.
Di questa contestazione antirazzista ed antirazzista alla Lega cosa resterà a Mondragone.
Nulla. Tutto resta e resterà tremendamente uguale, degrado compreso.











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