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domenica 5 luglio 2020

Da Dema alla Lega: la prima uscita pubblica dell'ex arancione Santoro con gli azzurri salviniani

Alle elezioni comunali di Salerno del 2016 l'avvocato Dante Santoro è stato candidato sindaco per 3 liste civiche ed ha conquistato il 6,19% dei consensi grazie al voto di oltre 4 mila elettori ed è stato eletto in consiglio.
Nel corso di questi 4 anni di consiglio comunale ha rappresentato le istanze della sinistra distante e distante da quella incarnata dal sindaco Napoli e dal governatore Vincenzo De Luca ma anche distante dai cosiddetti partiti sovranisti, Lega e Fratelli d'Italia.
In virtù di questo ragionamento, il consigliere Dante Santoro, aveva aderito a Dema, acronimo di Democrazia e Autonomia, il movimento politico di respiro familistico guidato da Luigi De Magistris, sindaco di Napoli.
A poco più di un anno dalle prossime elezioni comunali, a meno di tre mesi dalle regionali, il consigliere Santoro, dalla sinistra radicale di Dema approda nelle file dei sovranisti della Lega.
Nella giornata di ieri, come ci racconta la collega Erika Noschese,  dalle colonne di Cronachem, il consigliere comunale e provinciale Dante Santoro ha fatto la prima apparizione ad un evento pubblico  organizzato dalla Lega.


Buona la prima, o forse no, per il consigliere comunale e provinciale Dante Santoro che ieri pomeriggio ha presenziato al banchetto organizzato dalla Lega Salerno. Mentre il partito guidato a livello nazionale da Matteo Salvini continua a perdere militanti, il coordinatore provinciale Nicholas Esposito continua la campagna elettorale in vista delle prossime elezioni regionali. L’invito a Dante Santoro è partito proprio dai padroni di casa e il consigliere comunale e provinciale, ex esponente DeMa, non ha disatteso le aspettative, presentandosi in piazza e concedendo chiacchiere e sorrisi ai leghisti. Nel frattempo, la lista degli addii si allunga: Luigi Cerciello, responsabile per l’organizzazione degli eventi ha, nella giornata di ieri, rassegnato le sue dimissioni. E le polemiche non si placano, per la candidatura al consiglio regionale della Campania di Santoro ma anche e soprattutto per l’atteggiamento di chiusura da parte del coordinatore provinciale. «Il Carroccio a livello locale è allo sbando e il lavoro fatto in passato da chi c’era prima, chi questo movimento l’ha fondato qui al Sud, sta diventando vano. La vecchia guardia si sta sgretolando, minando le basi della struttura; persone che ci credevano seriamente, non perché fosse una moda o una fase, ma perché vedevano nella Lega un progetto di cambiamento reale, duraturo e continuativo», ha dichiarato Marco Gregorio, ex militante della Lega Giovani Salerno. «Purtroppo ora quelle stesse persone si sono arrese, poiché idee e valori sono svaniti, lasciando posto alle poltrone e la confusione causata da alcune decisioni da parte dei vertici della Lega salernitana, spesso non condivise, peggiora la situazione e diversi nuovi arrivati stanno provocando disguidi e disordini; ci si dovrebbe perciò concentrare su un controllo dei neo-tesserati e militanti: chi passa per convenienza e chi invece è un vero sostenitore. Un ultimo pensiero va a Luigi Cerciello, neo-dimesso dalla carica di organizzativo provinciale, a cui va tutta la mia solidarietà e comprensione per aver lasciato un partito che non è più il nostro», ha poi aggiunto Gregorio che esprime solidarietà a Cerciello, ultimo - in ordine cronologico - a lasciare la sua carica. Intanto, se da un lato i giovani a cui Santoro era legato si ribellano e prendono le distanze dalle sue decisioni, il consigliere si dice soddisfatto per aver presentato il suo piano per i giovani: «E' stata un'occasione di confronto aperto e costruttivo - ha spiegato Santoro - E' stata un'iniziativa accompagnata favorevolmente dalla popolazione e dalla nutrita partecipazione in particolare di giovani. La partecipazione è il sale della politica, vogliamo che la gente possa riconoscersi nell'operatività delle persone e non nelle chiacchiere da bar, le false promesse ed il nepotismo di chi ci governa».

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