Ernesto Ferrante: regionali a Caserta. Un finale triste già scritto - Il Sovranista

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lunedì 6 luglio 2020

Ernesto Ferrante: regionali a Caserta. Un finale triste già scritto

Sulle prossime elezioni regionali previste per domenica 20 e lunedì settembre il collega Ernesto Ferrante,(che rimarca di non avere attualmente né tessere né appartenenze partitiche)in un post pubblicato sulla sua pagina Facebook evidenza quel che sta succedendo, principalmente a Caserta e provincia, nella composizione delle liste elettorale di tutti gli schieramenti.
D'altronde grazie ad una legge elettorale a turno unico c'è il trionfo di candidati in cerca d'autore in cerca di collocazione e di autori (presentatori di liste) in cerca d'autore.
Un trionfo, si fa per dire, che offende e mortifica l'intelligenza delle persone.

"Settembre, andiamo. E' tempo di migrare. Ora in terra campana i pastori lascian gli stazzi e vanno verso il mare. Per poi ritornare con le loro pecore quando il nuovo padrone chiama".
Se il "Vate" fosse ancora in vita, probabilmente descriverebbe così, a colpi di inchiostro e di cianuro, quello che sta accadendo da settimane per la composizione delle liste per le elezioni regionali in Campania.
Un andirivieni di candidati in cerca d'autore e di autori in cerca di candidati, scandisce le giornate tra le bancarelle di un mercatino a cielo aperto che, per quanto mi riguarda, offende e mortifica innanzitutto l'intelligenza.
Leaderoni e leaderini nazionali hanno deciso di rendere ancora una volta Caserta provincia di un impero decadente che inizia e finisce nel perimetro parlamentare.
Signorotti e signorini decidono e dispongono, per calcoli o capricci, montando e smontando le liste formato Lego da proporre agli elettori.
Ancora una volta, ad essere sacrificati saranno i meriti, le competenze ed il radicamento territoriale.
Mi dispiace molto per gli amici che da mesi e mesi, sia nel centrodestra che nel centrosinistra, si stanno dannando l'anima per cercare di cambiare il finale di un copione che sembra già scritto.
Tra le liste bloccate per legge (elettorale) e quelle bloccate di fatto, la differenza non è poi molta.
Da molti anni il tifo politico cieco non mi appassiona più. E sono diventato tremendamente allergico agli ordini (anche velati), alle direttive o disposizioni (di qualsiasi specie) calate dall'alto.
Giudico fatti, misfatti, dinamiche e personaggi da una visuale diversa, orientandomi con la bussola di una libertà (conquistata con scelte e rinunce) di cui sono molto geloso e della tessera che ho in tasca, di cui sono orgoglioso (quella di giornalista).




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