Ferite del nord. La Lega finisce nella trappola letale dell’autonomia - Il Sovranista

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domenica 26 luglio 2020

Ferite del nord. La Lega finisce nella trappola letale dell’autonomia


Nelle ultime settimane i sondaggi non danno più a Matteo Salvini le soddisfazioni di un tempo. La Lega rimane certo forte ed è sempre il primo partito (intorno al 26 per cento); ugualmente è piuttosto lontana dai massimi che aveva raggiunto. Di tutta evidenza qualcosa non funziona più e probabilmente l’erede di Umberto Bossi non paga soltanto il prezzo delle errate valutazioni compiute nella scorsa estate, quando cercò di ottenere i “pieni poteri” e aprì la strada all'accordo tra i Cinquestelle e il Pd. Da animale politico assai astuto quale è, Salvini aveva costruito la propria fortuna muovendo da un calcolo sostanzialmente corretto. Si era infatti reso conto che in Italia c’è un enorme spazio elettorale per un partito leaderistico e “securitario”, volto ad offrire soluzioni demagogiche in ambito economico e sociale (dall’innalzamento del prezzo del latte dei pastori sardi alle pensioni anticipate di “quota 100”), patriottico e perfino nazionalista, ma soprattutto focalizzato sulla lotta all’immigrazione extracomunitaria. Non è senza significato che un interessante sondaggio dello scorso autunno, che aveva chiesto a un campione di italiani cosa voterebbe se ci fossero ancora sulla scena i partiti della Prima Repubblica, abbia segnalato come oggi la formazione “storica” più apprezzata sia il Movimento sociale di Giorgio Almirante. Alla luce di questo si può dire che la Lega salviniana abbia in qualche modo intuito come quella sensibilità sia radicata nel paese, ed essa è cresciuta guardando a quell’elettorato. Oggi, però, Salvini sta un po’ scivolando verso il basso proprio mentre al suo fianco cresce sempre più il consenso per Fratelli d’Italia, che in qualche poll ha superato perfino i Cinquestelle. Vi è pure chi sostiene che, considerato il maschilismo di una parte della destra italiana, se Giorgia Meloni fosse un uomo i suoi favori sarebbe pure maggiori. Anche così, però, è evidente come non sia affatto scontato che, entro l’ alleanza sovranista, Salvini sarà destinato a detenere la quota di maggioranza. In qualche modo oggi Salvini è costretto a constatare che la Lega da lui reinventata è un partito nazionale integralmente sovrapponibile a Fratelli d’Italia. A quel punto, però, molti elettori probabilmente si sono chiesti se abbia senso orientarsi verso una copia quando da tempo c’era a disposizione l’originale come ci racconta ilo collega Carlo Lottieri dalle pagine virtuali de Il Foglio, in un interessante articolo che potete leggere integralmente cliccando qui

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