Roscigno, Pino Palmieri: le ragioni dell'addio alla Lega - Il Sovranista

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mercoledì 8 luglio 2020

Roscigno, Pino Palmieri: le ragioni dell'addio alla Lega

Pino Palmieri sindaco di Roscigno,comune di poco meno di  700 abitanti della provincia di Salerno, esponente della Lega e membro dell'Associazione Nazionale Comuni d'Italia, come avevamo raccontato una settimana fa, ha detto  addio al movimento politico guidato da Matteo Salvini e si dimette anche dall'Anci dove era stato votato in quota Lega.
Le ragioni di questo clamoroso addio alla Lega ci vengono illustrate, con dovizia di particolare, dalle domande poste dalla collega Chiara Di Miele, per Onda News, un sito di informazione locale molto letto nella zona del Vallo di Diano.
Intervista che pubblichiamo integralmente.
Il sindaco di Roscigno, Pino Palmieri, da diversi giorni ha reso ufficiale la sua fuoriuscita dalla Lega. Lo abbiamo intervistato per chiarire la sua presa di posizione e approfondire da vicino le motivazioni che lo hanno condotto alla sua recente scelta politica.
Sindaco, come mai ha deciso di abbandonare la Lega di Salvini? Cosa è successo?
“Credevo che la Lega fosse un partito di rottura con il sistema del territorio ma ho dovuto prendere atto che non è così perchè manca l’interesse. La Lega mi aveva anche chiesto di candidarmi alle prossime Regionali e di entrare come Dirigente nel Coordinamento provinciale. Non posso ricoprire il ruolo di Dirigente perchè sono ancora in servizio e non mi candiderei perchè io sono per l’abolizione delle Regioni o per la riduzione a tre”.

Cosa pensa dei diversi esponenti della Lega a livello territoriale, soprattutto nel Vallo di Diano, che in questi giorni hanno palesato il loro allontanamento dal partito?
“Loro hanno aderito alla Lega prima di me. Gli amici del Vallo di Diano ci hanno creduto dal primo minuto e hanno lavorato per il territorio. Ma in questo momento la Lega non è interessata al territorio, vuole solo raccattare voti. Gli ultimi ingressi nel partito non mi sembra facciano emergere un progetto per lo sviluppo del territorio, non hanno i miei stessi valori e obiettivi. Si pensi, inoltre, che ancora oggi la Lega effettua un tesseramento diverso tra Nord e Sud. Al Nord ci sono i soci ordinari e al Sud i soci sostenitori, che non possono partecipare ai congressi e non possono votare. A distanza di tre anni dalla mia tessera credo di aver dato il mio umile contributo, ma essere ancora considerato socio sostenitore mi spinge a non appartenere ad un partito in cui c’è ancora questa differenza tangibile. Anche a Salerno e provincia non siamo stati in grado di esprimere il nostro coordinatore provinciale, che ci è stato calato da Napoli"

Quindi, in vista delle Regionali, resterà a guardare dall’esterno?
“Io darò il mio contributo, sono stato sempre con il centrodestra. Voterò dove ho sempre votato e valuterò il percorso migliore da poter sposare, purché sia legato alle mie battaglie per il territorio”.

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