Via dalla guerra con barboncino al seguito. Lamorgese dimettiti. Lo striscione di Area - Il Sovranista

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giovedì 30 luglio 2020

Via dalla guerra con barboncino al seguito. Lamorgese dimettiti. Lo striscione di Area

Via dalla guerra con il barboncino, siamo su scherzi a parte. Lamorgese dimettiti. Questo è il chiaro striscione affisso dai militanti dell'associazione culturale Area a Rieti per per denunciare lo sbando del governo italiano nella gestione degli sbarchi dei migranti.

Il senso di questa iniziativa ci viene chiarito, con maggiori dettagli, da una nota, diffusa alla stampa, che riportiamo integralmente.
Le persone entrate illegalmente nel nostro Paese sono passate dalle 3.590 nel periodo gennaio\luglio 2019 (ministro Salvini) alle 12.228 nello stesso periodo di quest’anno (fonte Ministero degli Interni).
Tutto questo in piena emergenza Covid, mentre si continuano a chiedere sacrifici e distanziamento agli italiani.
E così da una parte assistiamo alla scena ridicola di militari che pattugliano le spiagge per imporre l’uso delle mascherine ai turisti, vediamo ingenti forze di polizia presidiare i luoghi della movida, condannare come untori ragazzi colpevoli di voler vivere una vita normale, e dall’altra vediamo ragazzoni palestrati farsi beffa di controlli e quarantena, fuggire dai centri di accoglienza per andare in giro nelle nostre città.
In pochi mesi l’attuale ministro, l’intero governo, hanno cancellato i successi ottenuti l’anno scorso, rendendo nuovamente un colabrodo le nostre frontiere, in barba ad ogni criterio di sicurezza sanitaria e sociale.
Una Nazione piegata dalla crisi economica dovuta all’emergenza sanitaria, dovrà ora affrontare anche l’evidente emergenza sociale che questi sbarchi provocheranno, con ricadute pesanti per la sicurezza delle nostre città.
Le immagini di quanti stanno sbarcando, in carne, rilassati, finanche con barboncino al seguito, quasi a volerci sbeffeggiare, dimostrano che la retorica della solidarietà necessaria verso chi scappa dalla guerra, è una narrazione falsa e capziosa: chi arriva da noi lo fa perché è consapevole di poter vivere senza lavorare, assistito e coccolato da una Nazione incapace di dare risposte ai suoi cittadini ma estremamente generosa con chi arriva clandestinamente.
E allo stesso tempo oramai siamo ben consapevoli che chi arriva nella gran parte dei casi più che dalla guerra scappa dalle patrie galere, manovalanza per le organizzazioni criminali che gestiscono spaccio e prostituzione in Italia.
Ma tutto questo nulla interessa ad un ministro degli interni del tutto incapace ed a una magistratura, oramai più preoccupata di difendere un progetto ideologico che la sicurezza degli italiani.
AREA Rieti non si arrende, e pur consapevole delle rovine del tempo che stiamo vivendo, continua a ribellarsi al pensiero unico, all’ideologia della globalizzazione, alla narrazione della buona migrazione. Oggi l’imperativo per chi ama il proprio popolo è difendere la nostra identità contro gli stregoni della società fluida.”

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