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martedì 25 agosto 2020

Avallone: il tour salernitano di Salvini? Ennesimo schiaffo al sud

Il segretario della Lega Matteo Salvini ha annunciato un tour elettorale in provincia il 26 Agosto. Dopo la visita ai cosiddetti padiglioni Covid dell’ospedale San Leonardo, parteciperà, sempre in mattinata, all’inaugurazione della sede elettorale del suo partito nel capoluogo, per, poi, recarsi a Cava de’ Tirreni. Nel pomeriggio terrà un comizio in spiaggia ad Agropoli, per concludere la giornata sul lungomare di Sapri. Non si sa come si faranno a garantire le misure di sicurezza contro i contagi da Covid-19, né come mai non ci siano preoccupazioni da parte istituzionale, considerando anche il fatto che il segretario della Lega parteciperà ad iniziative che, almeno in parte, si terranno in luoghi già in parte affollati (come in spiaggia o su lungomare) e questo accadrà dopo le sue recentissime, oltre che rinnovate, prese di posizione ambiguamente, o esplicitamente, contrarie all’uso delle mascherine o a favore delle strette di mano.
Non daranno sicuramente una mano le iniziative elettorali della Lega ad evitare assembramenti e, quindi, potenziali contagi. Su questo aspetto saranno le istituzioni ad occuparsene, compresa, evidentemente, la Prefettura.
Dell’aspetto più direttamente politico si occuperanno, invece, le opposizioni che la presenza di Salvini troverà in piazza, come già reso pubblico attraverso i canali social, a Cava de’ Tirreni, Agropoli e Sapri. Sono in tanti, infatti, i e le meridionali che ricordano quanto questa terra, come l’intero Mezzogiorno, abbia già pagato il suo tributo alla ricchezza del Nord Italia, in termini di emigrazione e predazione finanziaria, ecologica e territoriale. Uno studioso fondamentale come Luciano Ferrari Bravo evidenziava, ad esempio, durante gli anni ‘70, come la subalternità del Meridione fosse una necessità non solo per l’economia del Nord ma per la conservazione degli assetti di potere a livello nazionale. Gli stessi cambiamenti intervenuti nei territori del Sud vanno inquadrati in un rapporto di dipendenza di fondo dal Nord: un rapporto necessario allo stesso sviluppo del Nord nel quale il meridione deve rimanere dipendente, funzionare come polo debole di una dialettica in cui le forze dello sviluppo rimangono fondamentalmente collocate altrove, come ci racconta il professor Gennaro Avallone, ordinario di sociologia del migrante all'Universita' degli Studi di Salerno in un interessante articolo che potete leggere per intero cliccando qui

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