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sabato 8 agosto 2020

Lo sceriffo Gentilini attacca Salvini il terrone. "Dove è finita la nostra secessione? La Lega è Nord oppure non è

L'unico martire della Lega sono io.
"Matteo Salvini e’ un fessacchiotto che si e’ lasciato turlupinare dai bolscevichi. Luca Zaia e’ il nostro ultimo campione. Al nord e’ rimasto solo lui".
Lo dice francamente Giancarlo Gentilini, sindaco di Treviso dal 1994 al 2003, vice sindaco dal 2003 al 2013 di Treviso, storico esponente della Lega Nord nel corso di un colloquio con il Foglio parlando di una lunga stagione politica che definisce cosi: se avessero ascoltato me oggi la Lega sarebbe ancora al governo e il Veneto avrebbe l'autonomia.
Lo "sceriffo" trevigiano afferma: la verità è che abbiamo fallito. Dovevamo incidere quando eravamo al massimo del nostro consenso. Dove è finita la secessione. Ed accusa Salvini: se nasci come Lega Nord non puoi riscoprirti nazionalista, è un tradimento questo cambio di linea politico impresso dal segretario. La Lega era nata per altre regioni precisa Gentilini che amaramente aggiunge: la nostra vecchia Lega è finita, ma io non cambio.
Quanto al governatore Zaia cosi Gentilini lo elogia: come me rifiuta tutte le cariche che gli offrono, non cede a Roma, da cui il governatore Veneto pratica il distanziamento sociale perché è una città dove la cappa degli interessi finisce per cambiarti e snaturarti. 
Quanto alle attuali condizioni della Lega, guidata da Salvini, Gentilini dichiara: siamo in caduta libera e senza neanche il paracadute.




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