Senza un progetto serio e con tanta arroganza la Lega arranca. L'analisi di Fabrizio Fratus - Il Sovranista

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venerdì 7 agosto 2020

Senza un progetto serio e con tanta arroganza la Lega arranca. L'analisi di Fabrizio Fratus

Il sociologo Fabrizio Fratus, ideologo de Il Talebano, laboratorio politico culturale che opera attorno al progetto di  riaggregare l'area della destra politica italiana al fine di arrivare, in tempi brevi, alla nascita di un grande movimento identitario, analizza l'attuale situazione politica italiana, il continuo e costante calo nei sondaggi, proposti da diversi istituiti demoscopici italiani, della Lega anche alla luce delle prossime elezioni regionali previste per domenica 20 e lunedì 21 settembre che vedrà impegnati al voto cittadini di sette regioni.Un importante test in vista della prossime politiche.
Intervenendo, in qualità di ospite, a Radio Lombardia analizza il momento poco felice della Lega, specie nel sud, dove sondaggi alla mano, i risultati alle prossime elezioni regionali non saranno lusinghieri come lo furono alle scorse europee dove la Lega conquistò il 25,29% dei consensi in Puglia ed il 19,11% in Campania.
In entrambe le regioni, poco più di un anno fa, la Lega era il primo partito del centro destra, oggi rischia di essere buona seconda, distaccata da Fratelli d'Italia, che sondaggi alla mano, è in continua e costante crescita.
D'altronde questi sono i frutti del mancato radicamento sul territorio del partito. Un partito commissariato quasi ovunque e della poco felice scelte degli uomini sui singoli territori operata dal leader maximo, in virtù della quale, in posti chiave, abbiamo solamente buoni organizzatori di gazebo ed yes man di esclusiva fede salviniana.
Che cosa succederà dopo le regionali? A questa domanda, senza peli sulla lingua, evitando di parlare il politichese, lingua a me antipatica, Fabrizio Fratus afferma: la Lega perderà oltre che un sacco di voti al sud, anche un nutrito gruppo di uomini e donne di buona volontà che negli anni scorsi, si erano dedicati alla causa identitaria. D'altronde senza un chiaro progetto politico che metta anche il Sud come volano di sviluppo del nostro paese, quindi anche del Nord,  al centro del dibattito politico e con tanta arroganza dei singoli ras messi sui territori questi sono i risultati.
Matteo Salvini ha avuto un grande merito, in questi anni, ha riempito un vuoto lasciato dalla Destra, dopo i disastri di Gianfranco Fini, ultimo segretario nazionale del Movimento Sociale Italiano ed ultimo presidente di Alleanza Nazionale, ma non è stato capace di costruire nulla.
Giorgia Meloni che dalle ceneri della destra di governo che fu di Alleanza Nazionale, con pazienza certosina, è riuscita a creare un partito di Destra che se riuscirà a radicarsi su tutto il territorio nazionale, tra meno di un anno sarà sopra la Lega rispedita al Nord dove lo stesso Salvini sarà messo all'angolo dalla vecchia guardia composta da Roberto Maroni e da Roberto Cota e finanche dai nordisti della prima ora come gli ex deputati Pini e Giovanni Fava e per resistere in Veneto sarà costretto ad allearsi, da comprimario, con la Liga Veneta.

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