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venerdì 18 settembre 2020

Passariello: io condannato da Cirielli lo querelo per diffamazione




Luciano Passariello, ex consigliere regionale della Campania, eletto alle scorse elezioni regionali del 2015 nelle file di Fratelli d'Italia querela per diffamazione con riserva di costituzione di parte civile, Edmondo Cirielli, Questore della Camera dei Deputati, esponente di primo piano del movimento politico guidato da Giorgia Meloni. Oggetto della richiesta di querela per diffamazione è una intervista rilasciata da Edmondo Cirielli a Il Mattino e pubblicata da Il Mattino, storico quotidiano partenopeo, il 24 agosto 2020 nella quale Cirielli affermava: Passariello è stato estromesso da Fratelli d'Italia perché era un indagato rinviato a giudizio, in attesa solo di prescrizione.


Io sottoscritto dott. Luciano Passariello, con il presente atto


ESPONGO

al Magistrato del Pubblico Ministero quanto segue.


§1. Premessa. - Preliminarmente è opportuno premettere che sono stato eletto al Consiglio Regionale della Campania per tre mandati; l’ultimo dei quali, ancora in corso, tra le file di Fratelli d’Italia.
Nel 2018 fui anche candidato dal mio partito alle elezioni parlamentari. Purtroppo, a quindici giorni dal voto sono stato coinvolto in una vicenda giornalistica di fango contro la mia persona portata avanti da Fanpage nella ormai triste vicenda “Bloody Money”, riguardante presunte corruzioni politiche per ottenere gare d’appalto per lo smaltimento di rifiuti. Al clamore mediatico è seguito doverosamente il procedimento penale che mi ha visto coinvolto tra gli indagati.
Sono stato umanamente prima ancora che politicamente travolto dallo tsunami dell’inchiesta Fanpage per la quale, senza ancora alcun accertamento della Magistratura, ero già “presunto colpevole”. Invero, giammai ho preso parte o semplicemente ero a conoscenza dei presunti reati di cui prima Fanpage ha accusato e successivamente la Procura napoletana ha indagato, chiedendone infine l’archiviazione. Ciò non lo dico solo per ristabilire la verità e riabilitare il mio nome, tanto calpestato e disprezzato pubblicamente, ma perché appare assurdo ed intollerabile che sia stato additato al pubblico ludibrio senza aver mai commesso alcunché non solo dalla stampa, ma anche da esponenti politici e, assurdo ma vero, tra questi anche espressione del mio partito.La mia unica “colpa” nel procedimento penale che mi ha mio malgrado visto coinvolto e prima ancora nella inchiesta di Fanpage è stato l’utilizzo illecito e millantato del mio nome e del mio ruolo da parte di terzi. Ho subito, in buona sostanza, un linciaggio mediatico tra i più virulenti e selvaggi mai visti.Ebbene, per non danneggiare oltre che la mia persona, già fortemente lesa da tale vicenda, anche il partito, decisi di auto-sospendermi da Fratelli d’Italia in attesa di provare la mia estraneità ai fatti (All. 1).Ovviamente, inutile aggiungere, che la vicenda ha segnato profondamente anche la mia campagna elettorale alle politiche in cui ero candidato sia all'uninominale sia al plurinominale ove sono risultato soccombente.In data 25 luglio 2019 il Giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Napoli ha finalmente messo la parola fine ad un anno di menzogne, violenti attacchi ed infamia infinita sulla mia persona, disponendo l’archiviazione del procedimento penale che mi vedeva coinvolto.Come atto di liberazione ho successivamente deciso di convocare una conferenza stampa in cui, tra le altre, ho annunciato anche il mio rientro in Fratelli d’Italia dopo l’autosospensione dell’anno prima (All. 2).


§2. Fatto – Chiarita in premessa la vicenda politico-giudiziaria che mi ha visto coinvolto non posso che inorridire dinanzi alle dichiarazioni - per la verità ennesime - dell’On. Edmondo Cirielli contro la mia persona.
Lo stesso, in un’intervista del Mattino pubblicata in data 24 agosto 2020 sulla vicenda Armando Cesaro, non ha perso occasione alcuna per infamarmi.
Invero alla domanda del giornalista sul perché FI avesse rinunciato ad Armando Cesaro dopo gli attacchi di Salvini mentre FdI avesse candidato Marco Nonno condannato ad otto anni, il Cirielli testualmente ha affermato “se Armando Cesaro fosse stato in Fratelli d’Italia non avrebbe dovuto fare alcun passo indietro. Senza entrare nel merito delle vicende giudiziarie (tutte da dimostrare) dei padri non possono ricadere suoi figli. Ma la sua è stata una scelta di rispetto verso il partito. Se poi parla di Marco Nonno per noi è un eroe: protestava contro la discarica di Pianura e alla fine lo Stato a dargli ragione visto che la discarica non è stata più fatta. Poi noi siamo per le pene certe, non per i processi sommari e le assicuro che sulla questione morale Fratelli d’Italia non ha mai abbassato la guardia, penso all'estromissione di Luciano Passariello” (cfr. Allegato 3).
La forza infamante di tali dichiarazioni non meriterebbe commento. Il Cirielli mostra ai lettori tre personaggi; due necessari (Armando Cesaro e Marco Nonno) perché coinvolti nella domanda del cronista l’altro, ovvero Luciano Passariello, non solo non necessario rispetto alla domanda, ma utilizzato in negativo come esempio della rettitudine morale del partito pronto ad estrometterlo immediatamente.
Nello specifico il Cirielli descrive il Cesaro incolpevole per le vicende giudiziarie del padre ed il Nonno quale un eroe benché lo stesso sia stato condannato a otto anni di reclusione; ricorda inoltre come FdI è un partito per le pene certe e non per i processi sommari e non ha mai abbassato la guardia sulla questione morale.
Ed allora ci si chiede se il partito è per le pene certe e non per i processi sommari perché nominarmi per di più in modo falso subito dopo aver parlato del Nonno condannato ma definito eroe. Perché affermare che sulla questione morale Fratelli d’Italia non ha mai abbassato la guardia, mostrandomi ai lettori come esempio di quello pseudo comportamento retto del partito pronto addirittura ad estromettermi immediatamente, ma al contempo a candidare un condannato a otto anni di reclusione.
Il malcelato paragone lasciato ai lettori è disgustoso e può tradursi così: se Fratelli d’Italia sulla questione morale non ha mai abbassato la guardia e può candidare anche un condannato ad otto anni e ha dimostrato tutta la sua rettitudine nella vicenda Passariello, immediatamente estromesso dal partito, significa che Passariello per essere estromesso era colpevole di gravissime nefandezze ben più gravi di una condanna ad otto anni.
L’immagine arriva forte e diretta agli occhi dei lettori anche attraverso l’utilizzo del verbo estromettere. Il Cirielli non si limita a ricordare una sospensione o, meglio, un’autosospensione, ma parla addirittura di un’estromissione. Una espulsione, in altre parole, mai avvenuta e che ricalca maggiormente l’idea che io sia un colpevole o, comunque abbia posto in essere gravissimi comportamenti, tanto da essere cacciato rispetto a chi, viceversa, seppur condannato alla pena della reclusione a ben otto anni, può per la stessa rettitudine del partito essere candidato.
Quanto emerge è agghiacciante per la carica diffamante. Si bene il Cirielli volutamente omette, che il Gip di Napoli ha disposto l’archiviazione del procedimento penale e altrettanto volutamente omette di dire al lettore, benché mostratomi come esaltazione della rettitudine del partito, che in realtà mi ero autosospeso per tutelare il partito stesso.
In altre parole, indicandomi arbitrariamente quale esempio di moralità del partito ed omettendo al lettore informazioni necessarie (l’essermi autosospeso e l’essere il procedimento che mi ha visto coinvolto archiviato) ha dolosamente voluto infangare la mia persona.
E’ assurdo quanto vile che un esponente politico per di più all’epoca dei fatti del mio partito invece di mostrarmi pubblicamente la sua vicinanza, trovi il modo per infangarmi in un discorso in cui io non c’entravo proprio nulla.
Purtroppo, è da aggiungere che il Cirielli non è nuovo ad esternare il suo meschino pensiero nei miei confronti pubblicamente. Per lo stesso, infatti, sono e resto colpevole di tutte le infamanti accuse che mi sono state elevate da Fanpage e chi se ne frega se un PM si è determinato per la richiesta di archiviazione e chi altrettanto se ne fraga se un Giudice ha deciso di archiviare la mia posizione, con buona pace del decantato garantismo osannato dal Cirelli stesso.
A riprova di tale assurdo comportamento, ben lontano dal garantismo, sono i suoi attacchi sul mio profilo social di qualche tempo fa. In particolare, ricordo perfettamente il mio post: "Mentre tutti i cittadini aspettano (invano) il reddito di cittadinanza i 5 Stelle mostrano il loro vero volto! (in relazione all’assunzione della segretaria di Luigi Di Maio, Asia Montanino). Agli attacchi ovvi dei cinque stelle anche utilizzando l’infamante video di Fanpage non mi sarei mai aspettato l’attacco dell’esponente del mio partito. Ed infatti il deputato Edmondo Cirelli, questore della Camera e responsabile giustizia di Fratelli d'Italia scriveva “Passariello se parli ancora mi fai diventare dei 5 stelle anche a me”. Come a dire taci che è meglio vista l’inchiesta che ti vede coinvolto.
A tale attacco pubblico non potevo che replicare ricordando i principi cardine di garantismo posti a fondamento non solo del nostro partito, ma soprattutto nei principi costituzionali: “Carissimo Edmondo, mi sembra strano quello che dici… prima da carabiniere e poi da uomo di governo, dovresti sapere che si è colpevoli quando si è condannati e non quando si è indagato…anche a me, quando nel 2013 ho aderito a FDI mi avevano sconsigliato di aderire perché nel partito c’era qualche deputato indagato ma, io da semplice consigliere regionale conoscevo la differenza è sapevo di entrare in un partito garantista… forse mi sono sbagliato? Poi posta un articolo in cui si parlava di un indagine per corruzione che vedeva coinvolto Cirielli, in seguito prosciolto.
Da qui però l’attacco ingiustificato quanto vile e spietato del Cirielli secondo cui: “c'è differenza tra indagato prosciolto è indagato e rinviato a giudizio come te ( in attesa di prescrizione ) e ancor più tra indagato e prosciolto e indagato e sputtanato da un video Da qui però l’attacco ingiustificato quanto vile e spietato del Cirielli secondo cui: “c'è differenza tra indagato prosciolto è indagato e rinviato a giudizio come te ( in attesa di prescrizione ) e ancor più tra indagato e prosciolto e indagato e sputtanato da un video come te . Ripensandoci è stato un grave errore per noi almeno che ti sei iscritto , ci hai fatto fare una grande figura di merda..” (All. 4). 
“Così parlo Cirielli” l’uomo a parole è per le pene certe e non per i processi sommari e nei fatti nel suo processo sommario mi ha giudicato colpevole e condannato all’infamia. 
Ebbene, nell'ultima intervista al Mattino il Cirelli non fa altro che confermare la sua idea di fondo poco celata per la verità fatta di falsità e diffamazione nei miei confronti, ovvero: 
Passariello è stato estromesso da Fratelli di Italia (falso) perché era un indagato rinviato a giudizio (falso), in attesa solo di prescrizione (falso). 
In conclusione, è più che evidente che in un’intervista dove nessun interesse avesse per i lettori il mio nome il Cirielli si sia divertito a tirarmi in mezzo per il solo gusto di denigrarmi nuovamente. L’intervista avrebbe avuto lo stesso senso anche se il parlamentare avesse semplicemente detto che “sulla questione morale Fratelli d’Italia non ha mai fatto un passo indietro” ed invece ha preferito utilizzare la carta della denigrazione ricordando ai lettori dati falsi (un’estromissione mai avvenuta) e omettendo di evidenziare dati importanti (la mia estraneità ai fatti, l’archiviazione e la mia autosospensione). 

Per tutti i fatti sopra esposti 

DICHIARO 

di sporgere formale denuncia-querela nei confronti 
di Edmondo Cirielli, chiedendone la punizione penale per tutti i reati che la S.V. riterrà di configurare e, in particolare, per i reati p. e p. dall’art. 595 comma 1 e 3 c.p. 
Con riserva di costituzione di parte civile; 

CHIEDO 
di essere avvisato in caso di archiviazione degli atti ex art. 408 c.p.p. ovvero di proroga dei termini di durata delle indagini preliminari ex art. 406 c.p.p.. 

DESIGNO 
difensore di fiducia l’Avv. Alfonso Laudonia del Foro di Avellino


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