Dal sovranismo alla rivoluzione liberale. L'ultimo approdo del capitano Salvini - Il Sovranista

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giovedì 8 ottobre 2020

Dal sovranismo alla rivoluzione liberale. L'ultimo approdo del capitano Salvini



Matteo Salvini va alla rivoluzione. Non quella nazionale, tanto decantata in un recente passato, ma quella liberale. Il Capitano, nel corso di una intervista rilasciata al Corriere della Sera, il principale quotidiano italiano anche per numero di copie vendute, annuncia un cambio radicale nella rotta politica della Lega. L'obiettivo principale è quello di uscire "dal ghetto sovranista" per poter dialogare con gli ambiente estranei alla politica classica e costruire nuove alleanze in Europa per poter governare in Europa.
D'altronde la parola d'ordine del leader leghista è una sola, categorica ed imperativa: allargare. A cominciare dalle prossime elezioni amministrative delle principali città italiane, Roma, Milano, Napoli, Torino, dove vanno allargati i confini del perimetro politico della Lega coinvolgendo il mondo dell'impresa e delle professioni.
Il modello che ha in testa il leader leghista è quello delle Marche, dove il centro destra ha vinto, clamorosamente, dopo 50 anni di governo del territorio da parte del centro sinistra e la Lega è diventata il primo partito in consiglio regionale anche grazie al contributo di mondi esterni alla politica.
Salvini fa inoltre una apertura cauta al Partito Popolare Europeo avvicinandosi alle posizioni di Giancarlo Giorgetti e del governatore Zaia, con una precisazione: se il Ppe vira a sinistra alla Lega non interessa, se si sposta sulle posizioni di Orban un dialogo è auspicabile.
Non poteva non mancare il proclama rivoluzionario del Capitano che cambia e trasforma nuovamente la linea politica della Lega, avviando una nuova fase con la rivoluzione liberale.
Una rivoluzione che liberi energia e sfrutti le potenzialità degli italiani. In questo impegno, Salvini non pretende di essere solo, per cui sta lavorando anche con Forza Italia, il partito guidato da Silvio Berlusconi che dalle elezioni del 1994 ad oggi, più volte ha tentato la via della rivoluzione liberale, fallendo clamorosamente nell'obiettivo.







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