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sabato 17 ottobre 2020

Dopo Santelli, le debolezze di Lega e Fratelli d'Italia mettono a rischio il governo del centro destra

  di Igor Colombo

Che la notizia e l’informazione non si debbano fermare può essere considerato un assioma e tale pratica nel mondo giornalistico ce lo ha insegnato a menadito un certo Peter Arnett, giornalista americano della Cnn, che è stato un inviato per circa trent’anni sugli scenari di guerra , da quella del Vietnam fino alla prima guerra del Golfo. Peter Arkett proprio durante il conflitto vietnamita si trovò a Saigon, quando un giorno vide nella piazza principale della città un monaco buddista che si inginocchiò , incuriosito il giornalista americano si fermò ed osservò lo stesso monaco prendere una tanica di benzina e bagnarsi il corpo per poi impugnare un accendino e darsi fuoco. Lo stesso Arkett raccontò che avrebbe potuto impedire quel gesto semplicemente dando un calcio a quella tanica ma come cronista ammise di non averlo potuto fare. Era troppo forte la voglia di fotografare quella scena cruenta di un corpo diventato nero avvolto dalle fiamme, un qualcosa di orribile che ci fa capire come spesso quella che viene chiamata deformazione professionale prende il sopravvento anche nei confronti del più semplice ma tanto difficile atto per un uomo, l’umanità. Proprio in questi giorni in cui la Calabria politica e non solo, è stata attraversata da un grave lutto con la drammatica scomparsa della governatrice Jole Santelli, alcuni organi di informazione in compagnia di altri blog specializzati nello sciacallaggio politico , non hanno perso tempo non solo di delineare scenari politici futuri sulla Calabria , ma addirittura voler macchiare la figura della compianta presidente Santelli, riesumando vecchi articoli di assalto in cui venivano descritte amicizie e frequentazioni della governatrice, questo mentre tutto il mondo della politica istituzionale da Roma fino alla nostra regione , si stringeva e partecipava al dolore che aveva colpito la famiglia e gli amici di Jole Santelli.

Noi del Sovranista abbiamo preferito in queste ore mantenere il silenzio dopo aver pubblicato la notizia della scomparsa della governatrice calabrese, questo per profondo rispetto del dolore che in tanti stanno provando, in primis i familiari ed ora, passate le ore più drammatiche ed emotivamente fragili, in sintesi anche noi cerchiamo di tracciare uno scenario futuro per la politica in Calabria. Con la scomparsa del Presidente democraticamente eletto alla guida della regione, fatto del tutto eccezionale ed imprevisto, la reggenza di tutte le funzioni passa al vice-presidente , Nino Spirlì in quota Lega che diviene ad interim , governatore della Calabria. I passaggi che la legge impone in questi casi sono in primis la dichiarazione di scioglimento dell’assise regionale con conseguente decaduta di tutti i consiglieri eletti e dopo sessanta giorni la parola ai cittadini richiamati per eleggere il nuovo Consiglio regionale. Sarà davvero cosi? Non possiamo esserne certi , da un lato abbiamo un emergenza Covid prolungata alla data attuale al 31 gennaio 2021 e con un Dpcm che ha emanato ulteriori restrizioni riguardo alla vita pubblica e sociale dei cittadini e con serie possibilità di un ulteriore aggiornamento in senso ancora più restrittivo visto il numero dei contagi in Italia in continuo aumento. La data delle elezioni diventa dunque un autentico rebus di cui le forze politiche ed i calabresi devono tenerne conto ed in quest’ottica potrebbe configurarsi un qualcosa che già in Calabria è stato vissuto, ovvero la reggenza del vice-presidente divenuto presidente facente funzioni ben oltre i sessanta canonici giorni, esattamente come è avvenuto nel 2014 quando, l’allora governatore Scopelliti dimettendosi per vicende giudiziarie che lo interessavano, lasciava il posto alla sua vice, Antonella Stasi che allungava il periodo di reggenza amministrativa di ulteriori sette mesi. Tale periodo di tempo non è detto intanto che faccia male ai partiti ed agli schieramenti , sia di centrodestra sia di centrosinistra , alle prese con problemi enormi da affrontare a cominciare da una classe dirigente che manca all’interno degli stessi partiti che ne compongono le relative coalizioni. Entrambi gli schieramenti mancando di veri e propri leader, di figure di spicco che possano trainare una intera coalizione

Le acque agitate nel centrodestra alla vigilia delle ultime elezioni regionali con la candidatura della compianta Santelli imposta da Berlusconi a tutta la coalizione e con relativo mal di pancia di quello che avrebbe dovuto essere il designato da tempo, Mario Occhiuto, attuale sindaco di Cosenza e grande amico di Jole Santelli, ne sono la più fulgida dimostrazione. Una coalizione quella di centrodestra composta da un partito come Forza Italia che la stessa Santelli da coordinatrice, seppur tra mille difficoltà, aveva messo in piedi e ricostruito , sembra in Calabria essere quello più in salute, con un Tallini sempre-verde che se la deve però vedere al suo interno con il proprio alter-ego politico, Sergio Abramo ,attuale sindaco di Catanzaro , il quale nelle ultime elezioni regionali è riuscito a piazzare e fare eleggere nella Lega un suo uomo di fiducia e suo assessore al Comune, Filippo Mancuso. Poi abbiamo Fratelli d’Italia con una coordinatrice come Wanda Ferro che assume sempre nelle decisioni interne al partito riguardo a nuove entrate(alcune provenienti dalla sinistra) e candidature, atteggiamento pilatesco, lavandosene le mani di tutto quanto succede ,anche quando un consigliere regionale del partito della Meloni di questa legislatura a pochi mesi dall’elezione, è stato arrestato in una operazione anti-ndrangheta. Sarebbe ora che la coordinatrice decidesse cosa fare in Fratelli d’Italia ,se continuare a svolgere il ruolo di parlamentare lasciando quello di curare il coordinamento del partito a qualcuno più attento e coraggioso e che soprattutto si assuma responsabilità precise, oppure proseguire a stare li e farsi trovare sempre davanti al fatto compiuto , facendo innervosire non poco la cara Giorgia nazionale che di scendere in Calabria pare non abbia più voglia viste le continue situazioni di imbarazzo che i suoi dirigenti la fanno trovare. Dulcis in fundo abbiamo la Lega di Salvini, che in Calabria è guidata da un duo, Invernizzi e Rauti, che neanche per sbaglio ne azzeccano una, non conoscendo nulla del territorio e soprattutto guidando un partito che dopo la fase commissariale , attraversa ancora una profonda crisi ed è è afflitto da delusione cocente vista la recente sconfitta del proprio candidato a Reggio Calabria nelle ultime amministrative, il quale come voto di lista non ha superato il 5%. In questa situazione davvero difficile e spinosa diventa azzardato ipotizzare un futuro per la Calabria e soprattutto per il centrodestra, la cui unica granitica certezza attualmente, risulta essere proprio il neo-presidente facente funzioni Nino Spirlì, periodo per lui davvero buono, visto che il suo candidato sindaco a Taurianova in provincia di Reggio Calabria è stato eletto, in una coalizione in cui risultavano assenti, sia Forza Italia ,sia Fratelli D’Italia, come si dice in questi casi chi vivrà vedrà.

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